Emilia Romagna

Credito cooperativo a confronto con il vicepremier Tajani – Forlì24ore.it

“Banche solide e anticicliche da tutelare: necessario difenderle anche in Europa”

Un confronto sul ruolo del Credito Cooperativo come infrastruttura economica e sociale dei territori e un appello al Governo affinché ne difenda la specificità anche in Europa. È quanto emerso dall’incontro che si è svolto a Forlì tra il vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e i vertici della Federazione BCC dell’Emilia-Romagna, insieme a una delegazione delle Banche di Credito Cooperativo regionali e al presidente di Confcooperative Maurizio Gardini.

Al centro del dialogo, la richiesta di un impegno politico per il riconoscimento della proporzionalità delle norme bancarie a livello europeo. “Le nostre banche aprono dove gli altri chiudono. E di fronte alle emergenze le BCC sono sempre in prima linea – ha dichiarato Mauro Fabbretti, presidente della Federazione BCC-ER –. In Emilia-Romagna dal 2019 al 2024 sono stati chiusi 414 sportelli bancari, più altri 37 nei primi nove mesi del 2025. Le BCC sono andate in controtendenza, con due nuove aperture anche nel 2025”.

I numeri presentati parlano di 9 BCC aderenti, 348 sportelli, presenza in 162 comuni e 9 province, con 14 comuni in cui rappresentano l’unica realtà bancaria. La base sociale conta oltre 155 mila soci e più di 2.800 dipendenti. Sul fronte economico, impieghi per 14,4 miliardi di euro (+3,63%) e raccolta da clientela per 18 miliardi (+2,51%), con un CET1 Ratio al 26,4%. Per ogni 10 euro di impieghi, 7,85 sono destinati alle PMI.

“È fondamentale dare pieno riconoscimento alla specificità di questo mondo – ha affermato Tajani –. Siamo pronti a organizzare un incontro a Bruxelles per supportare la richiesta di proporzionalità delle norme bancarie. Dobbiamo evitare tentazioni stataliste e confermo il mio impegno a favore del pluralismo economico e della biodiversità bancaria”.

Fabbretti ha sottolineato come “la cooperazione di credito a mutualità prevalente non abbia ancora trovato un adeguato riconoscimento nell’orientamento europeo”, chiedendo che la revisione del quadro normativo avviata dalla Commissione UE vada nella direzione della semplificazione e della tutela dei modelli cooperativi italiani.

“Non chiediamo privilegi ma il riconoscimento di un merito – ha aggiunto Gardini –. Le BCC hanno una missione diversa dai grandi gruppi: non distribuiscono utili, li accantonano per costruire patrimonio intergenerazionale. A domande diverse occorrono risposte diverse”.

Nel corso dell’incontro è stato ricordato anche il ruolo svolto nelle emergenze: dalle moratorie sui mutui durante la pandemia ai 500 milioni di plafond messi a disposizione dopo l’alluvione in Emilia-Romagna, fino ai 200 milioni destinati a contrastare il caro energia. Un modello, quello cooperativo, che rivendica solidità e radicamento territoriale e che ora guarda a Bruxelles per ottenere pieno riconoscimento.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »