Trentino Alto Adige/Suedtirol

Legge salva Twenty, Kompatscher incassa l’ok del governo – Cronaca



BOLZANO. «Ci siamo confrontati con i funzionari del Ministero delle imprese, che avevano mosso dei rilievi, e alla fine abbiamo trovato l’accordo. Faremo soltanto qualche piccola limatura al testo della legge. Fa parte della normale dialettica tra Stato e Provincia». Scampato pericolo; soddisfatto il presidente della Provincia Arno Kompatscher di ritorno ieri da Roma – assieme al vicepresidente Marco Galateo e al segretario generale Eros Magnago – dove era andato, per difendere la legge salva-Twenty a rischio impugnazione da parte del governo.

Le osservazioni avrebbero riguardato la formulazione dell’articolo, inserito nelle «Disposizioni collegate alla legge di stabilità provinciale 2026», considerato troppo mirato sul singolo caso. «Ma – come spesso accade in situazioni analoghe – ci siamo chiariti; abbiamo spiegato lo spirito di quella norma. Il governo non farà ricorso».

La legge dunque è salva e chiude definitivamente un contenzioso che andava avanti da 13 anni tra i big del commercio (Podini, Tosolini, Aspiag), la Provincia e il Comune.Come? L’emendamento, approvato a metà dicembre dello scorso anno, all’interno della manovra finanziaria della Provincia, prevede in sostanza questo: alcune licenze attivate o meno al Twenty potranno essere trasferite altrove, in capo ad Aspiag. Il gruppo Tosolini invece vedrebbe sanate al Centrum di via Galvani alcune licenze al dettaglio su cui pende un vecchio contenzioso con il Comune.

Nel giro di 18 mesi, era stato annunciato, al Twenty potrebbero essere chiusi alcuni negozi, da riaprire altrove.

Tredici anni di battaglie

Tirano un sospiro di sollievo in Provincia, perché i correttivi che verranno introdotti nel testo non mettono a rischio – assicura il governatore – l’impianto della legge, da mesi allo studio dei tecnici. E consentono di chiudere definitivamente una vicenda complicata che ruota attorno al contestato ampliamento del megastore di via Galileo Galilei che fa capo al gruppo Podini. Ricordiamo che le sentenze dei giudici del Tar e del Consiglio di Stato hanno giudicato illegittimo l’iter di tutti i provvedimenti che, nel 2013, hanno consentito l’ampliamento del Twenty. Ovvero: la variante urbanistica rilasciata dalla Provincia in accordo con il Comune di Bolzano e poi la concessione edilizia e i titoli commerciali rilasciati dal Comune. Una vicenda questa che rischiava di tradursi in pesantissime richieste di risarcimento danni per Provincia e Comune che hanno rilasciato le licenze.

Le Acciaierie

«Con i tecnici del ministro Adolfo Urso – spiega ancora il presidente Kompatscher – abbiamo parlato anche di Acciaierie Valbruna: volevano sapere come si sta procedendo. Lo abbiamo spiegato e siamo convinti di essere sulla strada giusta. La prossima settimana ci sarà un altro incontro con la famiglia Amenduni che da 30 anni gestisce l’impianto». Nonostante l’ottimismo del presidente, le posizioni sembrano ancora distanti: la famiglia di industriali vicentini insiste per acquistare l’immobile di via Volta; la Provincia non vuole assolutamente vendere e propone una concessione – sul modello di quella fatta 30 anni fa – della durata di altri 30 anni o forse addirittura più lunga, rinnovabile. «Troveremo una soluzione che sia a garanzia del mantenimento della produzione e dei livelli occupazionali: su questo siamo d’accordo sia noi che loro. E poi faremo una procedura ad evidenza pubblica, perché questa non è una trattativa tra la Provincia e la famiglia Amenduni».




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »