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Dazi: Consorzi Balsamico, segnale positivo ma pesa svalutazione del dollaro – Prodotti Tipici

 – In vista del tavolo dazi, convocato online lunedì dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani per dare informazioni al mondo imprenditoriale italiano, Cesare Mazzetti, presidente del Consorzio Aceto Balsamico di Modena, sottolinea all’ANSA che “l’introduzione dei dazi del 15% da parte dell’amministrazione Trump ha avuto un impatto significativo sul comparto. L’Aceto Balsamico di Modena esporta negli Stati Uniti oltre il 25% della propria produzione, con una quota che si attesta tra il 26 e il 27%: è evidente quindi quanto questo mercato sia strategico per noi. Nel 2025, da quando è stato chiarito che anche le merci in transito sarebbero state soggette ai dazi, abbiamo registrato una graduale flessione dei consumi, dovuta al fatto che il nostro prodotto è diventato sensibilmente più caro sul mercato americano”.

    L’aumento dei prezzi, precisa Mazzetti, “è stato determinato non solo dal dazio del 15%, ma anche dalla svalutazione del dollaro, che ha superato il 20%. Questo doppio effetto ha inciso sulla propensione all’acquisto del consumatore statunitense, comprimendo la competitività delle nostre aziende”.

    La decisione della Corte Suprema “rappresenta per noi un segnale favorevole, ma non elimina – sottolinea Mazzetti – completamente il problema. È stato già annunciato un nuovo tasso del 10%, mentre la svalutazione del dollaro continua a pesare.
    Possiamo aspettarci un parziale miglioramento rispetto alla fase più critica, ma il quadro rimane complesso e non consente, al momento, di essere pienamente fiduciosi”.

    Anche per il presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop Enrico Corsini “dalla Corte Suprema arriva certamente un segnale positivo per il commercio internazionale e per le nostre imprese”. Tuttavia, sottolinea Corsini, “chi sceglie il nostro Balsamico non compie un acquisto d’impulso o guidato esclusivamente dal prezzo: è una scelta consapevole, legata alla qualità, all’autenticità e al valore culturale che il prodotto rappresenta.

   I dazi hanno certamente creato un elemento di complessità nel contesto commerciale, ma non hanno intaccato la solidità del posizionamento del nostro prodotto Tradizionale. Guardiamo quindi con fiducia a questa nuova fase, consapevoli che la forza del nostro prodotto risiede nella sua unicità, nella sua storia e nella capacità di rappresentare nel mondo l’eccellenza del territorio modenese”.
   
   

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