Napoli, il piccolo Domenico è morto | isNews
Il decesso al Monaldi dopo un arresto cardiocircolatorio. Gli era stato trapiantato un cuore danneggiato dal ghiaccio secco. Disposta l’autopsia
NAPOLI. È morto questa mattina alle 9.20 Domenico, il bambino di due anni e mezzo al quale lo scorso 23 dicembre era stato trapiantato un cuore successivamente risultato danneggiato dal ghiaccio secco. L’annuncio è stato dato dall’avvocato della famiglia ed è stato seguito da una nota ufficiale dell’Azienda ospedaliera dei Colli.
Intorno alle 5.30 di oggi, 21 febbraio, il piccolo era andato in arresto cardiocircolatorio. Le sue condizioni erano già in rapido e progressivo peggioramento, tanto che ieri era stata avviata una pianificazione condivisa delle cure tra la famiglia e l’azienda ospedaliera, con la decisione di evitare accanimento terapeutico.
In ospedale sono stati convocati i genitori, mamma Patrizia e papà Antonio, giunti immediatamente al Monaldi, dove era ricoverato il bambino. Poco dopo è arrivato anche il legale della famiglia, l’avvocato Francesco Petruzzi. Presente inoltre il cardinale Domenico Battaglia, che ha impartito l’estrema unzione.
“Con profondo dolore l’Azienda ospedaliera dei Colli comunica che questa mattina, sabato 21 febbraio 2026, il piccolo paziente sottoposto a trapianto in data 23 dicembre 2025 è deceduto a seguito di un improvviso e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche – si legge nella nota del Monaldi – la direzione strategica, insieme a tutti i professionisti sanitari e non, esprime il più sentito cordoglio e si stringe con rispetto e commossa partecipazione alla famiglia in questo momento di immenso dolore”.
Già nella giornata di ieri i medici avevano confermato che le condizioni del bambino erano “in rapido e progressivo peggioramento”. Il quadro clinico era stato ulteriormente aggravato da un’emorragia cerebrale che aveva prodotto danni significativi al cervello. Domenico non si era più risvegliato dal coma farmacologico ed era in vita grazie all’Ecmo, il macchinario che garantisce il supporto cardiocircolatorio e respiratorio.
Con il decesso del piccolo potrebbe aggravarsi anche la posizione dei sei sanitari indagati nell’inchiesta della Procura di Napoli. L’ipotesi di reato, finora lesioni colpose, potrebbe trasformarsi in omicidio colposo. I magistrati dovrebbero disporre il sequestro della salma e l’autopsia. I carabinieri del Nas sono già intervenuti al Monaldi.
L’attenzione degli investigatori si concentra anche sulle équipe mediche dell’ospedale San Maurizio di Bolzano, dove il cuore era stato espiantato dal donatore. Il nodo centrale dell’inchiesta resta chiarire chi abbia utilizzato il ghiaccio secco e per quale motivo, provocando il danneggiamento dell’organo destinato al trapianto.
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