Lo smart speaker di OpenAI avrà occhi e orecchie: i piani di Jony Ive
Nel mondo dei dispositivi per la casa connessa, l’ingresso di un nuovo attore genera sempre un po’ di curiosità, soprattutto quando si parla di OpenAI. Negli ultimi mesi sono emersi indizi sempre più concreti sul lavoro dell’azienda nel campo dell’hardware, un territorio che finora l’ha vista solo come osservatrice.
Le informazioni disponibili dipingono un progetto ambizioso, coordinato da una figura di peso come Jony Ive. L’obiettivo è portare sul mercato dispositivi che sfruttano l’intelligenza artificiale in modo diverso da quanto visto finora, e il primo passo potrebbe essere uno smart speaker fuori dagli schemi.
Secondo il nuovo report citato dalla stampa statunitense, OpenAI starebbe lavorando a uno smart speaker pensato per arrivare sul mercato nel 2027. La finestra temporale indica un progetto ancora in fase di sviluppo, confermato dal fatto che tutti i dispositivi dell’azienda si trovano tra design e prototipi.
Il dispositivo dovrebbe posizionarsi nella fascia premium, con un prezzo compreso tra 200 e 300 euro.
Una scelta che lo colloca accanto ai prodotti più costosi del settore, come l’HomePod di Apple, ma lontano dai modelli più accessibili di Google e Amazon.
L’elemento più particolare riguarda la presenza di una fotocamera integrata, pensata per offrire funzioni di personalizzazione e una migliore comprensione dell’ambiente circostante. A questo si aggiunge un microfono che, secondo il report, dovrebbe raccogliere frammenti di conversazioni nelle vicinanze per arricchire l’elaborazione del contesto.
Non manca un aspetto più delicato: la fotocamera potrebbe supportare anche strumenti di riconoscimento facciale, utili per autenticare pagamenti direttamente tramite lo speaker. Una novità che introduce scenari inediti rispetto ai modelli già presenti sul mercato.
Google e Amazon propongono già schermi intelligenti dotati di fotocamera, mentre i prossimi dispositivi Home basati su Gemini e l’offerta Alexa Plus puntano a un uso più approfondito dell’intelligenza artificiale.
OpenAI, invece, sembra scegliere una via intermedia, portando la fotocamera in uno speaker tradizionale per introdurre funzioni che normalmente si trovano su prodotti più complessi.
La società avrebbe oltre 200 persone al lavoro su soluzioni hardware, non solo smart speaker. Tra i progetti citati compaiono anche occhiali intelligenti e una lampada dotata di funzioni avanzate, destinati però a fasi di lancio successive. Nessun cenno, al momento, sugli auricolari emersi in precedenti indiscrezioni.
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