Marche

«L’ambulanza in ritardo, è arrivata mezz’ora dopo l’incidente»

URBINO – Si è spezzato il sogno di Karim El Azzouzi, il 33enne marocchino morto giovedì scorso nell’incidente stradale avvenuto alle 15.30 sull’Urbinate a Ponte Armellina, tra Trasanni e Gallo di Petriano. Il manto stradale era bagnato da una pioggia improvvisa. Per cause ancora in corso di accertamento, l’auto del giovane, scendendo da Trasanni, in una semicurva, ha perso aderenza, ha invaso l’altra corsia e si è scontrata violentemente contro un autobus Ami che saliva verso la città ducale, su cui viaggiava solo il conducente, rimasto illeso. Gravissimi i traumi riportati dal giovane.

 Arrivato in Italia da pochi mesi

Karim El Azzouzi era arrivato in Italia nell’estate scorsa. Lascia la moglie e due figli di cui uno ancora molto piccolo. I tre familiari hanno appreso la tragica notizia in Marocco attraverso le telefonate dei parenti in Italia. Erano in attesa dei documenti per il ricongiungimento familiare. La vicenda dolorosa evidenzia l’ennesimo sacrificio di una persona emigrata che cerca di assicurare migliori opportunità di vita a sé e alla sua famiglia.

A rendere ancora più crudele questa tragedia è il ritardo con cui è stato prestato il soccorso sanitario. L’ambulanza del 118 è arrivata sul posto mezz’ora dopo lo schianto. Tra i numerosi testimoni, c’era Luca Baldarelli, corriere di Poste Italiane, che tornava a casa dopo il turno di lavoro.

Bloccato dall’incidente

«Sono rimasto bloccato con l’auto dall’incidente – racconta -, mi sono avvicinato a piedi al punto dello scontro e ho visto quel ragazzo incastrato nell’auto. C’era una neurochirurga che ci parlava mentre era al telefono, probabilmente in contatto con il numero dell’emergenza. E lui era ancora vivo perché la dottoressa ha detto che le aveva risposto. Erano le 15,50. L’autista dell’autobus mi ha detto che l’incidente era accaduto 20 minuti prima. L’ambulanza del 118 è arrivata intorno alle 16, mezz’ora dopo l’incidente. A bordo erano in tre: hanno iniziato le manovre per estrarre il giovane dall’auto. Dopo qualche minuto, mentre operavano, sono arrivati i vigili del fuoco, poi i carabinieri. Ma da Urbino in auto bastano poco più di 10 minuti per arrivare a Gallo».

Al via una raccolta fondi

La vittima era un operatore generico della Imar srl di Canavaccio, società che produce articoli in metallo e loro accessori. «Un bravo ragazzo che lavorava a testa china – riferisce Michele Casoli, uno dei titolari – Tranquillo e sereno. Ieri ci siamo salutati prima che prendesse l’auto per tornare a casa a Gallo dove aveva dei parenti. Sono stati quest’ultimi ad avvisarmi nel pomeriggio inoltrato. Era con noi da settembre. Lo avevamo aiutato a venire in Italia ed era stato assunto con il decreto flussi. Con noi c’è il cognato. Lo avevamo accolto con affetto. Non ho parole».

Partirà una raccolta di fondi per le spese del rimpatrio della salma e il sostegno della famiglia.




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