Marche

a piedi mamma malata e figlia disabile

ANCONA – «Datemi un’auto usata, ma garantita. Devo portare mia figlia da un ospedale all’altro». È iniziato così, per una madre anconetana, 46 anni, oggi in cura oncologica, quello che lei stessa definisce un calvario. Era il maggio scorso, quando, in una concessionaria della Provincia acquistò una Range Rover Evoque del 2017 con i benefici della legge 104 della figlia quindicenne.

Le raccomandazioni

«Che sia in buono stato, ci servirà per le cure, non possiamo permetterci problemi», era stata la raccomandazione. Oggi la macchina è ferma da oltre un mese, le riparazioni hanno già superato i mille euro e un nuovo preventivo sfiora i 1.400. La sensazione, racconta la donna al Corriere Adriatico, è di essere rimasta sola. Per lei e sua figlia, affetta da una patologia rarissima – diciassette casi segnalati nel mondo – l’auto non è un comfort. «Mi serve per ritirare i farmaci al Salesi – dice – gli alimenti specifici al Crass, per ritirarla da scuola se si sente male». L’autobus non è un’opzione, perché per la ragazza, in carrozzina e con estrema fragilità ossea e lussazioni frequenti, anche una buca può diventare un’emergenza. E la madre, malata oncologica, deve affrontare esami e terapie. «Ho già saltato il controllo ginecologico al Carlo Urbani. A breve ne ho una a Como. Immaginate per una donna malata cosa significa cancellare una visita oncologica».

La storia

I problemi sono iniziati dopo tre mesi dall’acquisto. «Ogni mese un guasto diverso», dice. Spie che si accendono, anomalie, ingressi ripetuti in officina. L’episodio più grave è stata la rottura del tubo del freno. «Ho rischiato un incidente, sono stata fortunata. In quel momento ho capito che non si trattava solo di un disagio economico». Le riparazioni si sono accumulate: oltre mille euro già spesi, un nuovo preventivo da quasi 1.400. E ora la vettura è ferma. Più volte la donna si è rivolta al titolare della concessionaria. «Sono andata di persona, ho raccontato la nostra situazione. All’inizio si era prospettata una sostituzione, poi non ho avuto più risposte concrete».

Le rate

Nel frattempo, arrivano le rate da pagare ogni mese: 549 euro. Sentendosi senza alternative, si è rivolta a un legale. Nelle ultime ore è stato fissato un accertamento tecnico per verificare lo stato del veicolo, il responso è atteso nei prossimi giorni e potrebbe chiarire se vi siano gli estremi per la risoluzione del contratto o per una sostituzione del mezzo. «È l’unica auto che abbiamo – ripete la donna – senza quella si ferma tutto: le cure di mia figlia, le mie, la scuola. Non chiedo elemosina. Se serve aggiungo soldi, ma voglio un’auto sicura. Ho firmato per un mezzo garantito, non per restare a piedi».




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