Ricerca medica, Perugia diventa centro di eccellenza europeo nel trattamento dell’emoglobinopatie

Perugia diventa centro di eccellenza europeo per il trattamento delle emoglobinopatie.
Un nuovo importante riconoscimento per la sanità perugina, in particolare per la ricerca medica in ambito di anemia falciforme, un tipo di malattia che fino a poco tempo fa era considerata inguaribile, se non con il trapianto di midollo osseo da donatore perfettamente compatibile.
Al risidence “Daniele Chianelli” sono stati presentati i primi risultati di una terapia rivoluzionaria per il trattamento dell’anemia falciforme tramite l’editing genomico che vede coinvolti l’azienda ospedaliera di Perugia, in particolare l’oncoematologia pediatrica, insieme alla struttura complessa di ematologia con Tmo, il centro trasfusionale e la farmacia ospedaliera. Al convegno hanno partecipato la presidente della Regione Stefania Proietti, il direttore dell’azienda ospedaliera, Antonio D’Urso, il senatore Francesco Zaffini, presidente della commissione sanità e lavoro al senato, la presidente dell’assemblea legislativa Sarah Bistocchi, il presidente della Provincia Massimiliano Presciutti.
“Siamo orgogliosi di questo straordinario traguardo che pone ancora una volta Perugia ai vertici europei” è quanto dichiarato da Framco Chianelli che ricorda il progetto avanguardistico sostenuto nel 2016 insieme a Fondazione Perugia. Si tratta del “Laboratorio del Globulo rosso che si occupava e si occupa di emoglobinopatie. Da quel seme è nata una realtà che oggi dona tanta speranza a bambini e ragazzi. Investire nella ricerca è uno degli obiettivi della nostra associazione. Sostenere giovani ricercatori e i loro progetti innovativi è fondamentale. A distanza di dieci anni vedere questi risultati ci riempie di soddisfazione”.
La nuova terapia per il trattamento dell’emoglobinopatie: di cosa si tratta
Grazie a questa innovativa terapia la platea dei bambini e dei giovani adulti a cui donare una nuova vita, in salute, si allarga notevolmente. La maggioranza dei malati attualmente è costretto a frequenti trasfusioni di sangue e soggetto a gravi crisi dolorose che compromettono notevolmente la qualità della vita.
Il primo paziente, un ventenne del ternano, è già stato sottoposto alla terapia con risultati estremamente soddisfacenti mentre un quattordicenne e un ventenne del Perugino hanno effettuato la raccolta delle cellule staminali e sono in attesa del prodotto geneticamente modificato e l’equipe di Perugia sta proseguendo con l’obiettivo di continuare a sottoporre alla terapia altri giovani.
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