Necessario adottare tutti gli strumenti di tutela esistenti

Ridurre il rischio agricolo causato da maltempo e cambiamenti climatici adottando gli strumenti necessari a tutela della filiera. Questo l’obiettivo condiviso nel corso nel diciottesimo Convegno nazionale dedicato alla gestione del rischio in agricoltura che si è svolto ad Assisi il 18 febbraio.
L’invito che è stato rivolto agli agricoltori umbri è quello di prendere in considerazioni i tanti strumenti attualmente esistenti per la gestione del rischio, cercando di costruire una sinergia con le istituzioni locali e regionali per creare una vera “cultura del rischio” tra gli imprenditori agricoli, coinvolgendoli e informandoli sulle tante opportunità esistenti con cui potersi difendere e tutelare.
L’evento è stato organizzato dal Cesar (centro per lo sviluppo agricolo e rurale) da Asnacodi (associazione nazionale condifesa) Italia e dal dipartimento di scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università degli studi di Perugia con il patrocinio di Ismea, Fondazione, Ania, Agea e AgriCat.
Tanti gli interventi che si sono succeduti nel corso della mattinata, ognuno dei quali su specifici aspetti del problema, dall’analisi dei cambiamenti climatici alla presentazione e valutazione dell’efficacia degli strumenti pubblici e privati esistenti in questo ambito, dalla presentazione di dati e numeri alla riflessione sugli scenari futuri e gli obiettivi che si stanno portando avanti.
Nel corso del convegno è intervenuta l’assessore regionale Simona Meloni che ha dichiarato come la Regione Umbria si stia muovendo in questo ambito attraverso lo stanziamento di risorse e misure specifiche. Nel dettaglio, tra le misure annunciate c’è l’aumento delle risorse per l’ormai prossimo bando sulle consulenze da 2 milioni di euro a 7,5 milioni di euro. “Possiamo anche prendere in considerazione, nei criteri di selezione del bando investimenti, un’ulteriore premialità per chi si assicura contro i rischi” è quanto aggiunto da Meloni.
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