Scarichi e rifiuti irregolari a Porto Santo Stefano
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Porto Santo Stefano (Monte Argentario) – Prosegue l’attività di controllo svolta dai militari della Guardia Costiera di Porto Santo Stefano, finalizzata a garantire il rispetto della normativa nazionale e comunitaria in materia di tutela ambientale, con particolare riguardo alla corretta gestione dei reflui e dei materiali di risulta, nonché alla verifica delle condizioni di regolarità degli scarichi e della tracciabilità dei rifiuti.
Le verifiche, condotte sotto il coordinamento del Centro di Controllo Ambientale Marino (CCAM) della Direzione Marittima di Livorno, rientrano nell’ambito delle iniziative istituzionali di vigilanza e salvaguardia del territorio promosse dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica L’attività ispettiva si inserisce nel più ampio quadro dei controlli di polizia ambientale finalizzati alla prevenzione di fenomeni di inquinamento e alla tutela del territorio, con l’obiettivo di contrastare condotte non conformi che potrebbero incidere negativamente sulla qualità delle matrici ambientali (suolo, acque superficiali e sotterranee), oltre che sulla salute pubblica controlli hanno interessato diverse aree della Provincia di Grosseto, mediante accertamenti mirati
presso imprese e lungo la filiera del conferimento, trasporto e smaltimento dei materiali di risulta.
L’attività è stata inoltre orientata a verificare la conformità delle procedure adottate dai soggetti interessati, la correttezza della documentazione amministrativa e la piena tracciabilità dell’intero ciclo di gestione, dalla fase di produzione sino al destino finale.
Nel corso di una recente attività ispettiva, il personale dell’ ‘Ufficio Circondariale Marittimo di Porto Santo Stefano ha in particolare riscontrato, presso un’impresa, la presenza di una vasca Imhoff con condotte disperdenti nel terreno, realizzata in assenza della prevista autorizzazione ambientale. Tale condotta, in quanto potenzialmente idonea a determinare impatti sulle matrici ambientali, è stata oggetto di contestazione amministrativa e ha comportato l’avvio dei conseguenti procedimenti previsti dalla
normativa vigente.
Per la violazione riscontrata è stata in particolare contestata una sanzione amministrativa, il cui importo definitivo sarà determinato dall’Autorità competente, secondo le modalità e i criteri stabiliti dalla disciplina di settore e fino ad un massimo di 60.000 euro. Nella medesima circostanza è stata inoltre contestata un’ulteriore violazione per la mancata osservanza delle prescrizioni relative alle portate e ai volumi di prelievo da un pozzo, elemento rilevante ai fini del corretto utilizzo della risorsa idrica e del rispetto delle condizioni autorizzative.
Anche in questo caso, l’entità della sanzione (fino a 6.000 euro) sarà definita dall’Autorità competente. L’attività di controllo ha in ultimo consentito di rilevare, nei confronti di due ulteriori società, la mancata compilazione dei Formulari di Identificazione dei Rifiuti (FIR), strumento essenziale previsto dalla normativa vigente per garantire la piena tracciabilità dei rifiuti e la corretta ricostruzione del percorso di trasporto e conferimento presso gli impianti autorizzati. Per tale violazione sono state elevate sanzioni amministrative pari ad un totale di 6.400 euro Le operazioni condotte testimoniano l’attenzione costante che la Guardia Costiera riserva alle tematiche ambientali, in particolare alla vigilanza sull’osservanza delle prescrizioni autorizzative e sul rispetto degli obblighi documentali, indispensabili per prevenire fenomeni di gestione irregolare dei reflui e dei rifiuti, nonché per assicurare trasparenza e legalità lungo tutta la filiera.
Foto di repertorio
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