Norma chiara e giusta”. “Scelta ideologica

La nuova legge sull’edilizia residenziale in Umbria accende il dibattito politico. Con dodici voti favorevoli della maggioranza (Pd, M5s, Avs e Ud-Pd) e sei voti contrari delle opposizioni (Fdl, Lega, FI) l’assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato una riforma definita “storica” per l’edilizia popolare.
Il disegno di legge approvato è stato ampiamente criticato dai gruppi di minoranza per la ridefinizione dei criteri di accesso agli immobili popolari: la nuova legge, infatti, elimina due requisiti, ovvero il periodo minimo di residenza in Umbria e l’incensuratezza dell’intero nucleo familiare.
La nuova legge trova invece ampio consenso sia dai gruppi di maggioranza, che parlano di una norma che “riporta la legge umbria sui binari della Costituzione” sia da Omphalos, l’associazione LGBTI+ di riferimento per la comunità lesbica, gay, bisessuale, trans e intersex a Perugia e in Umbria.
La maggioranza: “L’edilizia residenziale torna a essere uno strumento indispensabile”
Grande soddisfazione è stata espressa dai consiglieri di maggioranza dell’Assemblea legislativa per l’approvazione del disegno di legge regionale. I consiglieri si soffermano su un aspetto che ritengono centrale, ovvero che grazie a questa nuova norma “la legge umbra viene riportata sui binari della Costituzione”. Il disegno di legge aggiorna la graduatoria grazie ai nuovi criteri aprendosi a “famiglie numerose, anziani soli, persone con disabilità e nuclei a basso reddito” che, per i consiglieri “devono avere priorità nell’accesso agli alloggi pubblici”.
La legge punta l’attenzione anche sulla tutela delle donne vittime di violenza e persone vittime di discriminazione e prevede, fra gli altri interventi, anche il recupero del patrimonio pubblico inutilizzato, “circa 1600 alloggi in Umbria” fa sapere la maggioranza.
“Ignorare i cambiamenti sociali significherebbe continuare a guardare una realtà che non esiste più e quindi rischiare di non sostenere davvero chi ha bisogno. Le integrazioni e le modifiche alla legge affrontano questo problema” è quanto dichiarato da Pd, M5s, Avs, Ud-Pd.
Barcaioli: “Diritto all’abitare al centro della nostra agenda politica”
Dall’assessore regionale la nuova legge è stata definita fondamentale perché rimette al centro le persone e garantisce pari opportunità a tutti. Nel dettaglio, l’assessore ha ricordato che “Nei Comuni viene prevista una quota di alloggi destinata alle emergenze abitative, alle donne seguite dai centri antiviolenza, ai nuclei interessati da provvedimenti di sfratto e alle persone vittime di discriminazione, con riserve specifiche per chi è inserito in progetti di vita individuali o in soluzioni di abitare condiviso”.
Sulle modifiche che introducono interventi come l’autorecupero di immobili inutilizzati, Barcaioli specifica che questi consentono di agire su “alloggi non immediatamente assegnabili, con le spese compensate tramite il canone sotto la supervisione di Ater e aggiorna le regole sulla mobilità volontaria tra alloggi”.
Sui requisiti dichiarati “incostituzionali” come l’obbligo di incensuratezza, la possidenza e l’anzianità di residenza l’assessore spiega che “sono stati eliminati con l’obiettivo di ridurre i contenziosi, accelerare la formazione delle graduatorie e consentire una più rapida assegnazione degli alloggi”.
Barcaioli rimarca anche il fatto che la decisione della Regione Umbria si muove lungo una precisa direttrice, ovvero sopperire all’assenza di un piano casa nazionale e ai tagli del governo, che “ha eliminato contributo affitti e il fondo per la morosità incolpevole, lasciando territori e comuni senza strumenti adeguati”.
Omphalos: “Passo avanti nella tutela di persone vittime di discriminazioni”
Plauso anche da Omphalos, associazione di riferimento a Perugia e in Umbria per la comunità lesbica, gay, bisessuale, trans e intersex.
L’associazione parla di un intervento normativo di “grande rilievo” perché “riconosce in modo esplicito la vulnerabilità abitativa che spesso colpisce le persone LGBTQIA+”. Omphalos accoglie con grande favore questa nuova legge perché “rafforza in modo significativo il sistema regionale di supporto alle fragilità sociali, offrendo strumenti concreti per garantire sicurezza, autonomia e dignità a chi vive condizioni di discriminazione”.
Come spiegato dal segretario di Ompahlos Roberto Mauri “la previsione di riserve specifiche non rappresenta un privilegio, ma un meccanismo di equità volto a compensare situazioni di svantaggio reale e documentato, contribuendo a prevenire marginalizzazione e precarietà abitativa”.
Giambartolomei (Fdi): “Voltate le spalle alle famiglie che da anni aspettano una casa rispettando le regole”
Critiche sono state mosse dall’opposizione, in particolare dal relatore Matteo Giambartolomei che attacca la riforma approvata dall’Assemblea legislativa.
Il consigliere di Fratelli d’Italia attacca, in particolare, la bocciatura degli emendamenti contro le occupazioni abusive e l’apertura agli alloggi per i soggetti in esecuzione penale esterna. Sui numeri, Giambartolomei parla di “4mila persona in lista di attesa in Umbria e Ater assegna appena 200-300 alloggi l’anno. Con questa riforma non si accorciano le graduatorie e non si aumenta il numero delle case disponibili, ma si redistribuisce una risorsa già insufficiente creando nuove corsie preferenziali”.
Chiara la posizione sulla riabilitazione: “Non è un atto burocratico” spiega. “Chi ha sbagliato deve scontare la pena e risarcire la vittima. Solo così si ricostruisce il patto sociale” e sulla cancellazione della decadenza dell’alloggio per chi non garantisce l’obbligo scolastico ai figli dichiara che “si abbassa l’asticella della responsabilità e si manda un messaggio sbagliato proprio nei quartieri dove vivono le fragilità più grandi”.
Sull’azione da mandare avanti Giambartolomei è molto chiaro: “Prima di ampliare i benefici bisognerebbe recuperare gli alloggi sfitti, accelerare le assegnazioni e investire realmente sull’edilizia pubblica”.
Vitali (Fdl): “Scelta ideologica della sinistra che manca di rispetto alle famiglie oneste”
Anche il consigliera di opposizione Filippo Vitali rimarca la propria contrarietà alla norma approvata. Nel dettaglio, il coordinatore comunale di Fratelli d’Italia Città di Perugia, parla di una riforma che “pone interrogativi molto seri”.
Pur condividendo la volontà di riportare la legge sui binari costituzionali, Vitali afferma che “non possiamo accettare che si metta sullo stesso piano chi ha sempre rispettato le regole e chi le ha violate. In Umbria ci sono 4mila famiglie in graduatoria per un alloggio popolare, circa 800 sono di Perugia, famiglie che lavorano, pagano le tasse e attendono da anni una risposta”.
Proprio sul rispetto delle regole il consigliere punta l’accento rimarcando il fatto che “il rischio concreto è quello di lanciare un messaggio sbagliato, che il rispetto delle regole non costituisca più un elemento qualificante nell’accesso a un bene pubblico in condizioni di scarsità come la casa”.
Vitali ha sottolineato l’impegno di Fratelli d’Italia nel “difendere un principio semplice ma fondamentale: solidarietà sì, ma senza sacrificare sicurezza, equità sociale e rispetto per chi ha sempre agito nella legalità”.
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