Attento Catanzaro, Chiavari è una trappola
Un trappolone. Il Catanzaro ne ha schivati parecchi, ma la trasferta di domani pomeriggio (ore 15) a Chiavari è una delle più infide. La Virtus Entella in casa sua ha un livello playoff: 21 punti sui 25 in classifica, la disparità fra il rendimento interno (ottavo bottino del torneo) e quello esterno (ultimo) è evidente. Non a caso al “Sannazzari” ha vinto solo lo Spezia, in un derby, il Palermo e il Frosinone non sono andati oltre il pari, comunque meglio di Monza e Cesena cadute in modo rumoroso.
L’insidia principale è il terreno di gioco dalle dimensioni ridotte e la superficie in sintetico. Quando si è abituati a muoversi lì come l’Entella (o la Juve Stabia al “Menti”) significa avere un alleato in più. Per questo Aquilani ieri mattina ha diretto l’allenamento dei suoi al “Curto”, uno dei campi in erba artificiale di Catanzaro, e stamane per la rifinitura ha previsto lo stesso programma. Preparare Iemmello e soci all’impatto con qualcosa di diverso è il primo comandamento, fondamentale ma non esclusivo.
La gara d’andata, unico confronto diretto nella storia fra i due club, è un buon termine di paragone per capire cosa aspetta il Catanzaro sul piano tecnico-tattico. I giallorossi hanno vinto quella sfida per 3-2 avviando la striscia di cinque successi, ma per due volte si sono trovati a rincorrere, prima un rigore di Franzoni (che dovrebbe recuperare) con un colpo di testa di Cassandro, poi l’esterno destro da fuori di Bariti col penalty di Pontisso. Il sigillo da tre l’ha piazzato Iemmello in una ripresa in cui lui e i compagni hanno legittimato il pieno disinnescando anche i problemi creati, nella prima parte, dalle rotazioni fra mezzali, esterni e punte avversarie.
Il ricordo è utile per ribadire che l’Entella sa giocare a calcio anche se ci prova in modo più diretto e meno palleggiato dei ragazzi di Aquilani.
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