“La mia assistita è stupita”, parla il legale

«La mia assistita è stupita dalle contestazioni che le vengono mosse. Avremo comunque modo di chiarire tutti i punti oscuri della vicenda». Lo dichiara all’Ansa l’avvocato Alessandro Cerella, legale della donna trentenne indagata a Vasto per omicidio colposo e per false informazioni al pubblico ministero in relazione alla morte del figlio di 15 mesi. Il piccolo era deceduto nell’agosto 2025. In un primo momento si era ipotizzata una morte in culla o il soffocamento per ingestione di un corpo estraneo.
Tuttavia, come riportato dal quotidiano Il Centro e poi ripreso dall’Ansa, gli esami tossicologici eseguiti dopo l’autopsia hanno accertato che il bambino è morto a causa di un’intossicazione da cocaina, ingerita accidentalmente. Il 10 agosto 2025 il piccolo si era sentito male ed era stato portato dalla madre all’ospedale San Pio di Vasto, ma era già in arresto cardiocircolatorio e i medici non avevano potuto far nulla per salvarlo. L’autopsia non aveva inizialmente evidenziato elementi decisivi, mentre gli approfondimenti tossicologici e istologici avrebbero poi chiarito la causa del decesso. Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura di Vasto, la sostanza stupefacente si sarebbe trovata in un luogo facilmente raggiungibile dal bambino.
Alla madre viene contestato di non aver riferito agli inquirenti la presenza della droga in casa. In attesa della conclusione delle indagini, l’avvocato Cerella ha preferito mantenere il massimo riserbo. A quanto si apprende, il tragico episodio si sarebbe verificato in un contesto di disagio sociale e degrado. La donna sarà nuovamente ascoltata dagli inquirenti, mentre l’abitazione resta sotto sequestro dall’estate scorsa.
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