Morte di Helenia, dopo l’assoluzione dell’uomo che la travolse la procura generale si rivolge alla Cassazione

Il caso di Helenia Rapini approderà in Cassazione. In seguito all’assoluzione in Corte d’appello del 49enne che al volante di un suv travolse e uccise la giovane educatrice cinofila, l’avvocato Francesco Valli, difensore di Silvano Rapini, ha presentato un’istanza e la Procura Generale presso la Corte di Appello di Firenze ha formalmente proposto l’impugnazione della sentenza presso la Corte di Cassazione.
“La decisione del Procuratore Generale – spiega il legale dei familiari della giovane – apre ora la strada a un ulteriore esame della Suprema Corte, alla luce della singolarità del caso e della rilevanza nomofilattica della vicenda. La famiglia di Helenia Rapini, insieme al proprio legale, esprime cautela nell’attesa dell’esito del giudizio, confidando in una piena affermazione della giustizia”.
La sentenza della corte fiorentina era stata pronunciata lo scorso settembre. L’uomo che travolse l’auto di Helenia secondo secondo i giudici si assopì al volante a causa di un disturbo del sono chiamato Osas. Per la corte nessun farmaco avrebbe influito nel determinare il colpo di sonno. Una ricostruzione contestata dai familiari della giovane che hanno presentato perizie secondo le quali (come riporta il dottor Todisco) la tragedia avrebbe avuto origine “nella consapevole e volontaria assunzione di un farmaco ad azione sedativa”.
Adesso, dopo due assoluzioni, sarà la Cassazione a doversi esprimere.
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