200 capolavori da Bernini a Caravaggio – Forlì24ore.it

Al Museo Civico San Domenico la grande mostra “Barocco. Il Gran Teatro delle Idee”: opere dai maggiori musei internazionali e un dialogo tra Seicento e contemporaneità
Forlì riaccende i riflettori sull’arte e inaugura, per il ventunesimo anno consecutivo, la stagione delle grandi mostre al Museo Civico San Domenico. Dal 21 febbraio al 28 giugno 2026 apre al pubblico “Barocco. Il Gran Teatro delle Idee”, un progetto espositivo che riunisce circa 200 capolavori per raccontare la forza culturale e visiva del Seicento.
L’esposizione ricostruisce la temperie artistica del Barocco attraverso prestiti provenienti da importanti istituzioni nazionali e internazionali: dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini, che hanno concesso 70 opere, all’Albertina di Vienna, dal Museo del Prado ai Musei Vaticani, fino alle Gallerie degli Uffizi e al Museo e Real Bosco di Capodimonte.
Il percorso si articola in dodici sezioni, in un viaggio che dall’eredità dell’antico arriva alle risonanze contemporanee. In mostra opere di Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini, Caravaggio, Pietro da Cortona, Guercino, Guido Reni, Anthony van Dyck e Peter Paul Rubens, accostate a lavori di Francis Bacon, Giovanni Boldini, Giorgio de Chirico, Lucio Fontana, Fausto Melotti e Umberto Boccioni. Un dialogo tra epoche lontane ma intimamente connesse, dove il Barocco non è solo stile, ma dispositivo culturale.
Con il Seicento, spiegano i curatori, l’arte “smette di essere semplice rappresentazione e diventa costruzione di realtà”. Lo spazio si dilata, la luce si fa materia attiva, l’opera diventa esperienza capace di coinvolgere e persuadere. L’immagine non è più soltanto specchio del mondo, ma strumento per modellarlo, orientare lo sguardo collettivo, costruire identità.
Il direttore delle Grandi Mostre, Gianfranco Brunelli, ricorda che “il Seicento fu Roma”, cuore della riorganizzazione politica e religiosa seguita al Concilio di Trento. In quella stagione, afferma, l’arte diventa il linguaggio espressivo della riconquista della cristianità da parte del papato. E ciò che in seguito verrà definito in senso dispregiativo “Barocco”, per la sua irregolarità e stravaganza, rappresenta in realtà “la dimensione culturale del secolo”. Non un’epoca di eccesso, ma un vero laboratorio della modernità.
La mostra si apre mentre Forlì attende l’esito della candidatura a Capitale italiana della cultura 2028, dopo l’ingresso tra le dieci finaliste. “Da questi 21 anni di percorso della bellezza è gemmata la sfida della candidatura”, sottolinea il sindaco Gian Luca Zattini, ricordando come le grandi esposizioni abbiano trasformato la città in un polo culturale di rilievo nazionale e internazionale. Il primo cittadino parla di una “candidatura diffusa”, costruita insieme a Cesena e a un territorio che coinvolge cinquanta sindaci, in un progetto che unisce simbolicamente la montagna al mare.
Anche il presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, che organizza l’evento, definisce le grandi mostre un “ponte tra Forlì e il mondo”, frutto di “un disegno organico e coerente fondato sulla solidità scientifica”. Un motore di sviluppo per il territorio, come dimostrano i 130 eventi collaterali promossi da circa 50 associazioni e l’impatto del turismo culturale. Per l’assessora regionale alla Cultura Gessica Allegni si tratta di vere e proprie “infrastrutture democratiche”: “Investire in cultura è investire in democrazia. Qui a Forlì lo si fa da oltre vent’anni”.
“Barocco. Il Gran Teatro delle Idee” è ideata e realizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con il Comune di Forlì. La curatela è affidata a Daniele Benati, Enrico Colle e Fernando Mazzocca, con la collaborazione di Bernard Aikema. Presidente del comitato scientifico è Cristina Acidini, mentre la direzione generale è di Gianfranco Brunelli. Orari: dal lunedì al venerdì 9.30-19, sabato, domenica e festivi 9.30-20.
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