Molise

Stop all’emendamento Lancellotta al Milleproroghe, Castrataro: “Aumentano gli interrogativi sul futuro della nostra sanità” (VIDEO) | isNews

Il commento del sindaco di Isernia a quanto accaduto ieri in Commissione Bilancio: “Abbiamo montato la tenda per chiedere risposte concrete ai tanti problemi dei nostri ospedali. Finora solo incertezza e precarietà”


ISERNIA. “Ieri non è stato approvato in Commissione Bilancio il decreto Molise. E questo vuol dire che aumentano gli interrogativi sul futuro della nostra sanità e sul futuro dell’intera regione”. Lo afferma il sindaco di Isernia Piero Castrataro – che dal 26 dicembre dorme in una tenda allestita davanti al Veneziale – in riferimento allo stop all’emendamento Lancellotta.

Il primo cittadino collega direttamente la mancata approvazione del provvedimento alle crescenti incertezze sul sistema sanitario regionale. “Crescono gli interrogativi sul futuro della sanità molisana” ribadisce, sottolineando come al momento non sia chiaro “quali soluzioni possano essere trovate nelle prossime ore dalla filiera istituzionale”.

Castrataro punta il dito contro quella che definisce una gestione priva di programmazione. “La filiera istituzionale – mi riferisco a Regione, struttura commissariale e direzione generale Asrem – in questi tre anni ha operato – afferma – soltanto in emergenza, senza alcuna programmazione. Ritengo che tante cose potevano essere fatte”. Le proposte che Castrataro intende avanzare saranno portate lunedì 23 febbraio in Conferenza dei sindaci a Campobasso.

Il riferimento naturalmente è alla fase complessa che attraversa il Molise dopo la mancata approvazione dell’emendamento Lancellotta al Milleproroghe, che mette a rischio i 90 milioni previsti in Finanziaria e complica la chiusura del Bilancio. In assenza di modifiche, restano i vincoli dell’emendamento Lotito, che lega le risorse all’approvazione del Programma operativo entro il 28 febbraio e alla copertura del disavanzo entro il 2027, condizioni che appaiono difficili da rispettare.

“Abbiamo montato la tenda – ricorda il primo cittadino – per chiedere risposte concrete ai tanti problemi dei nostri ospedali. Finora solo incertezza e precarietà. La tenda resta per dare voce a chi, come me, non intende rassegnarsi”.

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