Spoleto, ok unanime all’acquisizione sanante della scuola “abusiva”

di Chia.Fa.
Passa all’unanimità in consiglio comunale a Spoleto la pratica per l’acquisizione sanante del terreno su cui negli anni Settanta è stata realizzata la scuola primaria di Villa Redenta (più una parte della scuola materna) senza però, come ha certificato la sentenza diventata definita del Tar dell’Umbria, perfezionare l’esproprio.
L’operazione da 40 mila euro è stata approvata col voto favorevole dei 23 consiglieri presenti giovedì in aula. Loro hanno potuto esaminare la documentazione istruttoria scaturita dalla pronuncia dei giudici amministrativi di primo grado, che al Comune di Spoleto, accogliendo il ricorso degli eredi proprietari dell’area, avevano indicato due vie: ripristino dello stato dei luoghi e restituzione del terreno, che avrebbe significato demolizione della scuola primaria, oppure acquisizione sanante prevista dall’articolo 42 del Testo unico espropri.
Un tecnico esterno incaricato dall’ente ha, quindi, quantificato il valore economico delle due distinte opzioni: nel primo caso l’abbattimento dei volumi edificati sarebbe costato 300 mila euro circa, mentre nel secondo si gira intorno ai 40 mila euro comprese le spese di registrazioni e catastali. In questo quadro si inserisce la proposta di delibera al consiglio comunale portata in aula dall’amministrazione del sindaco Andrea Sisti, che comunque non esclude la possibilità per gli eredi proprietari del terreno di avviare un contenzioso con l’ente contestando la quantificazione del valore economico dell’area. Il via libera all’operazione è comunque arrivato all’unanimità, con gli esponenti di tutte le forze politiche favorevoli, dunque, a risolvere una grana vecchia di mezzo secolo.
Di altro tenore, invece, la posizione delle forze di opposizioni sulla programmazione sull’edilizia scolastica dell’amministrazione Sisti, che aveva anche paventato la demolizione delle scuole di Villa Redenta, compresa la primaria su cui ora, come si legge nella direttiva di giunta, viene riconosciuto il «prevalente interesse pubblico al mantenimento dell’opera rispetto all’interesse del privato alla restituzione dell’area». Il progetto di spostare le scuole di Villa Redenta in via Nursina dove ha sede la scuola media Manzoni, comunque, non è stato categoricamente archiviato da Sisti. «Non ho ancora capito cosa ne sarà delle scuole di Villa Redenta né dell’Istituto tecnico “Giovanni Spagna”: se si riconosce l’interesse pubblico per l’acquisizione sanante del terreno su cui sorge la primaria di Villa Redenta mi auguro che il sindaco tra due giorni non porti in aula il trasferimento altrove di quella stessa scuola, perché sarebbe come minimo incoerente», ha detto Alessandra Dottarelli (Alleanza civica).
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