Crisi Amt e trasporto pubblico, l’assessore Robotti a tutto campo: “Così cambierà il servizio”

Genova. “Sarà un periodo molto impegnativo“, ripete l’assessore alla Mobilità Emilio Robotti parlando a Genova24 del futuro del trasporto pubblico a Genova. Non ci vuole molto a capire perché: Amt sull’orlo del fallimento, corsa contro il tempo per completare gli assi di forza e non perdere i finanziamenti Pnrr, emergenze infrastrutturali (su tutte la grana impalcati) che rischiano di ripercuotersi anche sugli autobus. Nel frattempo il piano di risanamento dell’azienda parla di tagli al servizio e di ulteriori rincari sulle tariffe nei prossimi anni. Robotti però lamenta: “Escono tante notizie infondate“.
Perché infondate, assessore?
Perché non c’è niente di deciso. Ora si deve definire il piano: c’è la revisione del contratto di servizio (che peraltro poteva esserci già da tempo), ci sono i fondi Mase, e poi ci sono le misure per l’efficientamento e il rilancio, e lì è chiaro la discussione è ancora in corso. Si parla del fondino, cioè il pensionamento anticipato di una serie di lavoratori che poi consentirebbe di avere un po’ di ricambio generazionale quando si potrà assumere, e di un’eventuale revisione dei turni. Sono tutte cose in divenire, non ci sono decisioni già prese. La notizia sarà quando il piano verrà depositato.
Però il piano è stato approvato dal consiglio d’amministrazione e se ne sta discutendo coi sindacati. Ad esempio si parla di un milione e mezzo di chilometri in meno sulla produzione, quindi sembra chiaro che ci saranno tagli al servizio. Il Comune lo smentisce oppure sarà inevitabile rivedere qualcosa?
È in discussione un’ipotesi di rimodulazione del servizio, tenendo conto che non abbiamo ancora abbastanza vetture, anche se ne sono state recuperate un po’. Il problema è riuscire a farlo in modo che riesca a rispondere al meglio alle esigenze dell’utenza, quindi magari avere un po’ meno corse, ma più regolarità e più frequenza.
Ma quale sarà il criterio? Spalmare la riduzione su tutto il servizio?
Si punta a fare un piano per riuscire a rispondere alle aree che hanno più bisogno, nelle ore in cui c’è più bisogno. Ci sono diverse ipotesi che non sono state attuate.
In quel documento si legge che i servizi a bassa domanda potranno essere eliminati o limitati: significa che qualche linea collinare verrà sacrificata o si cercherà di mantenere tutto quello che c’è?
Già attualmente c’è difficoltà a mantenere tutto quello che c’è. Qualcosa bisognerà cambiare. Poi, quando ci saranno gli assi di forza, sarà da rivedere tutta la rete. I treni metropolitani potranno servire un certo bacino, come la metropolitana.
Le famose sovrapposizioni da eliminare: ma questo in pratica cosa vuol dire?
È un tema che riguarda soprattutto il servizio extraurbano. Però è vero anche che, quando saranno finiti il quadruplicamento e il sestuplicamento e ci saranno più treni, bisognerà affrontare il discorso. C’è una parte di città, che va dalla Valpolcevera alla linea costiera, che potrebbe utilizzare il treno molto più di adesso.
Ma in Valpolcevera non ci sono potenziamenti in vista…
La Regione però ha cominciato a discutere con le Ferrovie di aumentare le fermate su determinati treni, mentre sulla fascia Ponente-Levante il potenziamento ci sarà. Sulla base di questo, ma anche sulla base delle specifiche chieste dal ministero dei Trasporti, bisognerà rivedere anche le altre linee.
In ogni caso, con l’ipotesi di ridurre il personale di 350 unità nei prossimi cinque anni, sarà difficile che il servizio migliori…
Ma non ci sono solo gli autisti. C’è tutto un discorso da fare che riguarda gli amministrativi, le persone che non sono abili alla guida e quelle prossime alla pensione. I nuovi autisti saranno più giovani. Avremo meno persone che non guidano e più persone che guidano con un costo minore rispetto a quelli più anziani.
Nel piano si parla anche di produttività, e sulla produttività incide la velocità commerciale. Al di là del progetto assi di forza, che ha proprio l’obiettivo di migliorare l’efficienza del trasporto su gomma, cosa impedisce di creare subito nuove corsie riservate? Negli anni precedenti non si è mai fatto, eppure basterebbe tracciare una linea sull’asfalto.
In alcuni casi le corsie gialle non sono gradite, ma al di là di questo siamo pieni di cantieri, compresi quelli per i quattro assi. Poi si vedrà, da zona a zona, se istituirle a tempo, cioè valide solo nelle ore di punta, o pensare che in alcuni casi i residenti possano usarle per parcheggiare durante la notte. Però sicuramente dovranno aumentare. Fino ad oggi è stato fatto una specie di patchwork un po’ togliendo, un po’ mettendo, annunciando un sacco di cose, poi dicendo che se ne cambiavano altre, che invece neanche erano state sottoposte al ministero. Ora la crisi di Amt può essere l’occasione di rivedere davvero il trasporto pubblico. Parlando di efficienza, è vero che ci sono città con un ranking migliore, ma non hanno la struttura di Genova, non hanno le collinari, hanno molto più spazio intorno.
Parlando ancora di assi di forza, in commissione a Sampierdarena erano emerse modifiche alle linee collinari che hanno scatenato subito polemiche. Chi è abituato ad arrivare in centro con un solo bus non vuole fare interscambi: del resto è per questo che in campagna elettorale avete promesso di non toccare nulla in Bassa Valbisagno. Nel resto della città come farete a gestire queste misure, probabilmente inevitabili ma anche impopolari?
Da un lato il problema è che qualsiasi cosa si cambi non viene accettata, anche se parliamo di attraversare la strada per 50 metri e prendere un’altra linea, che è una cosa abbastanza normale ovunque. Dall’altra ci sono notizie che vengono diffuse sbagliate o non spiegate. Ad esempio, nessuno ha mai detto che il 38 sarebbe stato eliminato. Detto questo, noi pensiamo che la trasparenza sia importante. Questi sono i progetti originari, poi dovremo decidere come ridisegnare le linee, anche perché stiamo valutando una serie di alternative, tenendo conto che il ministero non permette modifiche che vadano a incidere sulla linea di forza, perché se passano altri bus sulle corsie riservate la rallentano. Ma sono questioni tecniche e scientifiche. Bisognerà spiegarlo bene, facendo una bella campagna informativa sulla quale probabilmente non saranno tutti d’accordo, perché succede sempre così. Però poi, se ti accorgi che hai più corsie gialle in Valbisagno ma in 10-20 minuti arrivi a Brignole, magari lasci a casa la macchina o il motorino per prendere l’autobus.
È vero che la capienza della metropolitana potrebbe già raddoppiare?
Sì, le prove tecniche sono già state fatte con i treni nuovi. Abbiamo trovato l’accorgimento tecnico per lo scambio dei treni in composizione doppia a Brin. Quello che manca è l’autorizzazione dell’Ansfisa. Per ora incrocio le dita.
Quando potrebbe diventare realtà?
In teoria entro febbraio o comunque entro marzo, potrebbe essere tra qualche settimana. A volte abbiamo fortuna, a volte un po’ meno…
Quindi l’idea è spostare flussi sulla metro?
In realtà la questione è banale: chi la prende sa che negli orari di punta non riesce a salirci. Ma non solo adesso: succedeva così già dal 2024 con la gratuità, l’ho visto coi miei occhi: alle 8 del mattino si fa fatica a prenderla. Secondo me il raddoppio della capienza sarà risolutivo.
Questo, però, cozza con l’ipotesi di ridurre gli orari di apertura, anche se in realtà oggi è quasi sempre chiusa di sera nei giorni feriali.
Negli anni scorsi era stata disposta all’apertura della metro anche negli orari serali: cosa splendida, ma senza che nessuno pagasse.
Si potrà mantenerla almeno nel weekend?
Io credo di sì, poi bisognerà pensare di aprirla in occasione di eventi serali.
Anche sulle tariffe è emersa la previsione di ulteriori rincari e avete parlato di “decisioni non definitive”. C’è almeno un punto fermo, un titolo di viaggio che sicuramente non aumenterà?
Intanto a ottobre è stata fatta la manovra tariffaria, quindi, salvo incredibili emergenze, si cercherà di evitare ulteriori aumenti. Poi bisogna vedere tante cose. L’azienda non è ancora salva, vanno messi a terra tutti gli impegni. Comunque, anche in una situazione drammatica dal punto di vista della liquidità e necessità di fare cassa, le tariffe nuove sono state fatte mantenendo alcune gratuità e agevolazioni per determinate categorie. Faremo di tutto per mantenere un sistema di perequazione in base al reddito.
È escluso che si possa fare leva sul biglietto singolo per recuperare ricavi?
Si vedrà. Andremo a vedere cosa sarà necessario e cosa sarà possibile migliorare. Però si farà tutto il possibile per non aumentare il peso sull’utenza.
Lei stesso dice che sarà un periodo impegnativo. Nonostante questo considera ancora raggiungibile l’obiettivo di aumentare l’utenza del trasporto pubblico a Genova?
Secondo me è indispensabile. È proprio una richiesta che viene soprattutto da chi lavora e va a scuola. Io continuo a citare i dati di Confindustria: la stragrande maggioranza delle persone vorrebbe venire al lavoro con il mezzo pubblico, poi il 60% usa il mezzo privato. Vuol dire che il trasporto pubblico fino ad oggi non era sufficiente, non era abbastanza comodo, efficiente e affidabile. Negli ultimi anni nulla di tutto questo è stato fatto. Abbiamo trovato Amt che doveva fallire, è evidente che il problema è grosso. Noi abbiamo ripreso in mano la matita e la squadra per fare un lavoro complessivo che non si vedrà domani, ci vorrà un po’ di tempo.




