Turismo, stazioni ex Fcu gratis agli under 40 per farne strutture low cost: ecco l’avviso

di Daniele Bovi
A quasi cinque anni da quando la Regione decise di partecipare all’avviso, il progetto «Vivere l’Umbria» entra ora nella fase operativa. Nelle scorse ore la giunta regionale ha approvato lo schema di avviso attraverso il quale si punta a dare in concessione gratuita nove stazioni della ex Ferrovia centrale umbra, riqualificate con 14 milioni di fondi Pnrr, ad under 40 con l’obiettivo di trasformarle in strutture low cost dedicate al turismo lento. Le stazioni, in particolare, sono quelle di Deruta, Massa Martana, Ramazzano, Selci Lama, Rosceto e Ponte Rio di Todi, Acquasparta, San Gemini e Cesi.
Il Pinqua Il progetto rientra nel programma nazionale PINQuA (il Programma nazionale per la qualità dell’abitare) e l’obiettivo è la «trasformazione di 9 immobili regionali – si legge nella documentazione relativa all’avviso – in strutture ricettive extra-alberghiere a basso costo, destinate a studenti, pellegrini e turisti lenti». Un circuito di ospitalità diffusa lungo il tracciato della ex Fcu, capace di intercettare camminatori, cicloturisti e giovani in cerca di soluzioni economiche.
Concessione gratuita Le strutture saranno concesse in uso gratuito per nove anni, rinnovabili per altri nove dopo una verifica sui risultati raggiunti e sugli investimenti effettuati. La formula scelta è quella della «concessione d’uso gratuito», un passaggio chiave che punta a favorire l’avvio di nuove attività senza il peso di un canone. Possono partecipare imprese, cooperative e associazioni composte in prevalenza da giovani sotto i 40 anni, anche riuniti in gruppo. L’idea è quella di dare spazio a energie nuove, capaci di coniugare accoglienza, servizi e radicamento nel territorio.
Il bando La gestione del bando (una volta pubblicato l’avviso sarà resa nota anche la data entro la quale presentare le domande) sarà affidata a Sviluppumbria, che curerà la selezione delle proposte insieme alla Regione. Le domande saranno valutate sulla base della qualità dei progetti e del loro impatto concreto: quanto sapranno attrarre i target previsti, quanto contribuiranno ai flussi turistici locali, quanto saranno capaci di lavorare in rete con cammini, ciclovie ed eventi già esistenti. Un’attenzione particolare sarà riservata alla sostenibilità ambientale e alla capacità di valorizzare edifici che hanno anche un valore storico e paesaggistico. Gli immobili saranno assegnati nello stato in cui si trovano.
I dettagli Gli arredi e le attrezzature saranno a carico dei concessionari, che dovranno occuparsi anche della manutenzione ordinaria e di quella straordinaria entro i limiti del canone teorico indicato dalla Regione. I futuri gestori dovranno poi assumere «la piena responsabilità operativa e conservativa del bene». Insomma, non solo accoglienza, ma anche cura e tutela. Un capitolo importante riguarda l’energia. Su diverse strutture sono stati installati impianti fotovoltaici: il concessionario diventerà il «soggetto responsabile» dell’impianto, dovrà stipulare i contratti necessari con i gestori della rete e potrà beneficiare dei vantaggi economici legati all’autoconsumo e all’eventuale immissione di energia. Scelta che punta a ridurre i costi di gestione e a rafforzare l’impronta ecologica dell’intervento.
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