Liguria

Traghettopoli, la Cassazione annulla i sequestri informatici: “Accuse di corruzione solo generiche”


Genova. Un’accusa, quella di corruzione nei confronti di 70 pubblici ufficiali in gran parte funzionari della capitaneria di porto da una parte e di dirigenti e dipendenti delle compagnie Moby, Cin e Toremar dall’altra, “generica” ed “esplorativa”, che quindi fa ritenere il sequestro informatico disposto dal pm illegittimo.

Lo scrive la Corte di Cassazione annullando il sequestro disposto ad agosto del 2025 dal pm Walter Cotugno dopo il ricorso depositato dagli avvocati dei principali indagati, tra cui Vincenzo Onorato e il figlio Achille, e della compagnia, assistita dagli avvocati Pasquale Pantano e Luca Dellacasa.

Da quel sequestro di mail ed elenchi l’inchiesta nota come ‘Traghettopoli’ si era ampliata arrivando a contare decine e decine di indagati. Per la Suprema Corte tuttavia quel provvedimento di sequestropiù che ricercare la prova del reato, ricerca gli elementi che connotano ed integrano il reato, dovendo ancora individuare i protagonisti e l’oggetto del patto corruttivo, la funzione svolta da ciascun pubblico ufficiale cui correlare l’interesse delle compagnie di navigazione ad elargire utilità indebite ovvero elementi che dovrebbero preesistere e giustificare la ricerca di elementi di conferma dell’ipotesi di accusa”.

E questo non può essere fatto – dice in sintesi la Cassazione – nell’ambito di un sequestro probatorio. Il decreto, scrive la Corte “si limita ad inserire i nomi di 70 pubblici ufficiali e di 14 corruttori senza precisare chi abbia corrotto chi e, soprattutto, senza indicare quale sia l’oggetto dell’accordo illecito e in cosa sia consistita la vendita della funzione”.

Quindi per i giudici risulta “chiaro che dai reati inizialmente emersi e dalla mail prima indicata si è tratto spunto per ipotizzare un’abituale, radicata e generalizzata prassi corruttiva senza, tuttavia, delineare neppure sommariamente le condotte, individuando i poli delle numerose corruzioni ipotizzate né, soprattutto, chiarire se l’utilità fosse destinata a condizionare l’esercizio della funzione o agevolarne l’esercizio per favorire il tranquillo svolgimento dell’attività imprenditoriale”.

L’annullamento senza rinvio dei sequestri che avevano portato a estendere il numero degli indagati, rappresenta un’ulteriore tegola sull’inchiesta sui biglietti gratis sui traghetti. L’anno scorso la gip aveva già detto no alla richiesta di misure cautelari per i primi indagati. E la Cassazione aveva annullato, confermando il giudizio del Riesame di Genova il sequestro di 4 traghetti.




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