Abruzzo

Non è la verità del centro di distribuzione di San Salvo


Quanto affermato dal rappresentante di Filt-Cisl non corrisponde alla realtà operativa del centro di distribuzione di San Salvo”. Così Amazon replica alle accuse lanciate dal sindacato sulle “relazioni non proprio industriali”.

In una nota, i rappresentanti aziendali si dicono “sorpresi che queste presunte criticità vengano sollevate pubblicamente attraverso un comunicato stampa, considerato che solo la settimana scorsa si è tenuto un incontro con la medesima sigla sindacale durante il quale nessuno di questi temi è stato menzionato. Per correttezza verso i nostri dipendenti e l’opinione pubblica, rispondiamo di seguito punto per punto. Con 1.100 assunzioni a tempo indeterminato, Amazon ha offerto nuove opportunità di lavoro stabile in un’area che necessitava di nuovi sbocchi occupazionali, contribuendo concretamente allo sviluppo economico e sociale di questa comunità”. 

Per quanto riguarda i trasferimenti e la legge 104, in una nota l’azienda specifica che “Amazon garantisce il pieno rispetto della Legge 104 e gestisce con massima attenzione le richieste di trasferimento per esigenze familiari e personali. A San Salvo sono attivi 63 permessi Legge 104, distribuiti tra 49 dipendenti. Alcuni dipendenti usufruiscono infatti di più di un permesso 104. Gestiamo continuamente trasferimenti tra i nostri siti per venire incontro alle necessità dei dipendenti: recentemente sono state trasferite 8 persone dai siti di Alessandria e San Bellino a San Salvo, e altre 5 da San Salvo a Passo Corese e Piacenza. La mobilità interna è una realtà consolidata e testimonia la nostra attenzione alle esigenze personali e familiari dei lavoratori”. 

Sul fronte della “Job rotation”, la multinazionale chiarisce: “Il centro di San Salvo, come ogni centro logistico Amazon, applica la job rotation: ogni operatore di magazzino svolge attività diverse ogni settimana. Questo approccio è progettato per ridurre lo stress fisico ripetitivo e migliorare l’ergonomia. Va inoltre sottolineato che molti colleghi sono così soddisfatti delle loro mansioni specifiche che preferiscono mantenerle, e la loro scelta viene rispettata nell’ambito delle necessità operative”. 

La Fit Cisl aveva sollevato il problema degli operatori obbligati a percorrere oltre 22 chilometri in un turno: “Questa affermazione – dice l’azienda – dimostra una profonda incomprensione di come funzionano i nostri centri robotizzati. La tecnologia implementata nel centro di distribuzione robotico di San Salvo ha ribaltato il paradigma della logistica tradizionale: non sono gli operatori a camminare verso gli scaffali, ma i robot che portano gli scaffali direttamente alle postazioni fisse degli operatori. L’uso della tecnologia all’interno dei centri logistici Amazon viene progettato esattamente per eliminare spostamenti inutili e ridurre lo sforzo fisico, migliorando l’ergonomia e la sicurezza sul lavoro”. 

Altro punto sollevato dal sindacato è la “distanza tra area break e piani”. Amazon spiega che “ogni centro dispone di diverse ‘aree break attrezzate, dislocate sui diversi piani, per consentire a chiunque di poter usufruire degli spazi comuni più vicini alla propria postazione di lavoro. In tutte le aree comuni e nella mensa sono disponibili caffè gratuito e bevande calde a qualsiasi ora per tutti i lavoratori. Nell’incontro con le sigle sindacali svoltosi lo scorso 14 novembre è stato comunicato l’avvio di un progetto, previsto per i primi mesi del 2026, per l’installazione di distributori di pasti pronti nelle aree comuni, con opzioni salutari, vegetariane e senza glutine. A ogni dipendente è garantita una pausa prevista dal Ccnl applicato, durante la quale ha a disposizione il tempo necessario per recarsi al bar o alla mensa presenti all’interno del centro di distribuzione, consumare il proprio pasto e ritornare in postazione per la ripresa dell’attività”.

Amazon rivendica inoltre l’attenzione per le famiglie, spiegando di garantire “un’integrazione economica che permette ai dipendenti di beneficiare fino a 6 settimane di congedo parentale retribuito al 100% della retribuzione base”.

“Amazon – prosegue la nota – rispetta pienamente il diritto alla privacy e la dignità di ogni lavoratore. La presenza di manager durante visite in infermeria non è prevista dalle nostre policy. I dati sanitari sono trattati esclusivamente dal personale medico autorizzato, nel pieno rispetto del Gdpr e della normativa italiana sulla privacy. L’azienda può conoscere solo il giudizio di idoneità alla mansione, non dettagli clinici. Il centro di San Salvo dispone di un medico presente 24 ore su 24 per tutte le esigenze sanitarie dei lavoratori, garantendo assistenza immediata in qualsiasi momento del turno, senza alcun manager presente durante diagnosi o visite mediche”.

“Amazon adotta processi di selezione interna strutturati e trasparenti – spiega l’azienda in una nota – basati esclusivamente su competenze e merito. Tutti i dipendenti hanno accesso al sistema interno di candidature attraverso il quale possono proporsi per posizioni aperte e monitorare lo stato delle proprie candidature. I candidati che non vengono selezionati ricevono un riscontro attraverso gli strumenti aziendali. La nostra politica di massima meritocrazia garantisce libertà totale di candidarsi a qualsiasi ruolo, con colloqui condotti da responsabili di altri siti per garantire imparzialità. Questo sistema ha permesso, nel sito di San Salvo, a oltre 30 persone di essere promosse a ruoli superiori partendo da ruoli di operatori di magazzino stagionali, dimostrando che le opportunità di crescita sono reali e accessibili a tutti. L’appartenenza sindacale non costituisce in alcun modo ostacolo ai percorsi di carriera o alle promozioni interne”.

Il sindacato aveva sollevato il nodo della parentela fra area manager e Hr: “L’argomento delle parentele tra dipendenti in ruoli manageriali era stato affrontato già nell’incontro del 14 novembre 2025 con la Filt -Cisl”, spiega l’azienda. “Come da verbale, Amazon conferma che, a seguito delle verifiche effettuate, non esiste un profilo di violazione del codice etico o delle policy aziendali in tema di conflitto di interesse. Qualora siano presenti parentele all’interno del sito, viene utilizzato il medesimo criterio di selezione trasparente e di meritocrazia applicato a tutti i dipendenti, e non sono presenti membri dello stesso nucleo familiare in rapporto di subordinazione diretta né funzionale”.

Infine, c’è il punto delle relazioni sindacali: “Da sempre rispettiamo il diritto dei dipendenti ad aderire o meno a un sindacato”, rivendica Amazon. “Nei siti in cui sono presenti le rappresentanze sindacali, il dialogo è assiduo e regolare e lo stesso avviene con i rappresentanti a livello territoriale e nazionale. Manteniamo un dialogo continuo con tutte le associazioni sindacali attraverso incontri bimestrali, e coinvolgiamo direttamente gli operatori di magazzino attraverso incontri dedicati e uno strumento digitale che permette a tutti i dipendenti di condividere feedback anonimi e suggerimenti di miglioramento. Questo ascolto attivo funziona: nel solo 2025 abbiamo implementato oltre 200 miglioramenti suggeriti dai lavoratori. Restiamo disponibili al dialogo costruttivo con le rappresentanze sindacali per affrontare qualsiasi questione in modo diretto e trasparente, come abbiamo sempre fatto”.

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