Molise

Speculazioni sul latte, il richiamo di Coldiretti alla tutela del Made in Italy | isNews

L’intervento dell’organizzazione sulla concorrenza sleale praticata a danno soprattutto degli allevamenti familiari, la tipologia più diffusa tra gli allevamenti molisani


CAMPOBASSO. Speculazioni sul latte, le preoccupazioni di Coldiretti in merito alla concorrenza sleale praticata a danno soprattutto degli allevamenti familiari, la tipologia più diffusa tra gli allevamenti molisani.

“Le speculazioni sul latte stanno danneggiando uno dei settori di punta del sistema agroalimentare molisano – le parole del presidente di Coldiretti Campobasso, Giacinto Ricciuto – siamo uno dei territori italiani più famosi per il contributo a quel cibo Made in Italy che ci fa grandi nel mondo eppure una parte dell’industria di trasformazione gioca con il fuoco. Se non cesseranno subito questi giochi al ribasso sulla pelle degli allevatori rischiamo di perdere le stalle, le mucche e il latte e dovremo dire addio al comparto lattiero-caseario”.

Sotto accusa le importazioni di latte estero e le speculazioni dell’agroindustria e della distribuzione organizzata che non valorizzano le produzioni locali, nonostante sia in fase di approvazione la Dop ‘Fiordilatte molisano’, fortemente sostenuta da tutta la filiera, dalla produzione alla trasformazione.

Oggi in Molise sono attive meno di 800 stalle da latte per oltre 1.000 addetti diretti e con oltre 9.000 vacche. Una capacità produttiva che garantisce ogni anno circa 70 milioni di litri di latte fresco. Un latte che deve rispondere a precise caratteristiche di qualità richieste per la produzione dei formaggi tipici del territorio: buona presenza di proteine e di grassi. Una qualità che è possibile solo con un alto livello di benessere animale e con un’alimentazione bilanciata che incide anche sulla qualità dell’ambiente.

La storica tradizione dell’allevamento molisano che affonda le radici nella storia si basa sul fieno ricavato dalla qualità dei pascoli. Le aziende agricole cercano di essere autosufficienti per il nutrimento degli animali e questo rende l’ambiente delle nostre campagne ricco di prati e di campi aperti.

La speculazione, unita ai forti costi di gestione e agli investimenti necessari per un moderno allevamento rispettoso del benessere animale e votato alla qualità del prodotto, ha fatto chiudere oltre il 25% delle stalle negli ultimi 10 anni. Allevare costa. Non riconoscerlo significa uccidere i sogni dei giovani che vogliono intraprendere con passione questo lavoro ma anche accettare che le nostre campagne diventino incolte o terreni buoni per la speculazione energetica e la cementificazione.

In uno scenario dove si è ormai da tempo arrestato il calo di consumo di latte ed è in crescita il consumo di formaggi freschi e dove i formaggi stagionati continuano a essere un vanto del Made in Italy continuano le storture sul prezzo del latte praticato agli allevatori.

C’è una parte di latte che sfugge alla contrattazione strutturata; a questa si aggiungono le importazioni a basso prezzo. Le importazioni di latte sfuso, cagliate per mozzarelle, latte in polvere, crema di latte avvengono soprattutto dal Belgio, Germania, Francia e Olanda.

“Basta con le speculazioni dell’agroindustria che continua ad importare latte dall’estero pur percependo i fondi regionali che dovrebbero essere destinati alla valorizzazione delle produzioni locali – conclude il direttore regionale di Coldiretti Molise, Aniello Ascolese – Porteremo la questione prezzi e l’intera situazione critica del comparto a livello regionale. Perché una adeguata remunerazione del lavoro degli allevatori è condizione imprescindibile per mettere al sicuro tutta la filiera e continuare a garantire ai consumatori prodotti di qualità che sostengono l’economia, il lavoro e il nostro territorio”.


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