Scoperta nei boschi la villa dei festini hard, The Woods: blitz tra droga e prostituzione

Una villa immersa nei boschi della collina di San Giorgio Canavese, dietro una lunga staccionata di legno, conosciuta come “The Woods”. Piscina, parco, luci soffuse nelle sere d’estate. Per anni scenario di feste e serate pubblicizzate sui social, rifugio appartato e gettonatissimo. Oggi, invece, al centro di un’inchiesta che intreccia prostituzione, droga e presunti maltrattamenti.
A far partire le indagini è stata la denuncia di una donna. Ha raccontato di essere stata sfruttata e di dover versare ogni settimana tra i 250 e i 300 euro per poter utilizzare le stanze della villa con i clienti. Un contributo fisso, una sorta di quota per lavorare all’interno della struttura. Secondo la ricostruzione investigativa, il proprietario, 59 anni, avrebbe gestito l’organizzazione: contatti, appuntamenti, procacciamento delle donne. Almeno dieci quelle coinvolte, in prevalenza di origine sudamericana.
Tra il 2017 e il 2025 la villa sarebbe stata utilizzata – secondo l’accusa – come base stabile per un’attività sistematica di sfruttamento della prostituzione. Nel marzo 2024 i militari hanno eseguito una perquisizione, trovando un locale allestito per gli incontri – definito “stanza dell’amore” – e una delle donne impegnate nell’attività.
L’uomo è stato sottoposto all’obbligo di dimora al termine dell’indagine condotta dai carabinieri della compagnia di Ivrea, coordinata dalla procura guidata da Gabriella Viglione. Nei giorni scorsi è comparso per oltre quattro ore davanti al pm Ludovico Bosso. Ha respinto ogni accusa. «Non ho niente a che fare con la prostituzione – ha sostenuto – io organizzavo party ed eventi». Accanto a lui l’avvocato Marco Stabile. La linea difensiva è netta: nessuno spaccio, nessuno sfruttamento. «Confidiamo – dice il legale – che emergeranno elementi utili a chiarire l’infondatezza delle accuse».
L’indagine ha portato alla luce anche un contesto di maltrattamenti nei confronti dell’ex compagna del 59enne, che già dal 2017 si sarebbe prostituita per suo conto, consegnandogli parte dei proventi. La difesa parla di «vicende datate», da rileggere nel loro contesto.
C’è poi il capitolo droga: crack e cocaina che, stando alle contestazioni, sarebbero stati disponibili durante alcuni incontri con i clienti. In questo filone è stato denunciato anche un 31enne, difeso dall’avvocato Alessandro Radicchi, per detenzione ai fini di spaccio.
In passato la località operava come circolo privato. Soprattutto negli anni del Covid, le serate avrebbero richiamato centinaia di persone, con musica fino a tarda notte e traffico lungo le strade della collina. I residenti avevano più volte segnalato rumori e disagi. «Erano infastiditi, forse invidiosi del nostro successo», aveva replicato il 59enne. Sui social la frase: «Il posto perfetto esiste e si chiama The Woods». Resta ora il cuore dell’inchiesta: stabilire se dietro l’immagine di location esclusiva per eventi si celasse un sistema di sfruttamento della prostituzione. Una vicenda rimasta per anni al riparo degli alberi e della quiete della collina. Ma la voce di una donna ha deciso di infrangere quel silenzio.
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