Se i prezzi della tecnologia vi sembrano saliti non avete ancora visto nulla
Quello che sta succedendo nel mondo delle RAM probabilmente è già passato sotto il vostro radar. Da dicembre per l’enorme richiesta di chi produce dispositivi che vengono poi sfruttati dalle compagnie di intelligenza artificiale (qualcuno ha detto NVIDIA?) il prezzo delle RAM è andato alle stelle, arrivando anche a costare fino a 6 volte quello che costavano solo pochi mesi prima. Ne abbiamo parlato in modo più approfondito in questo articolo.
Ma se pensate che il problema riguardi solo le RAM come componente singolo o i dispositivi che ne fanno più ovviamente richiesta (come i PC) vi state sbagliando. Vi state sbagliando soprattutto se pensate che i rincari sui dispositivi tecnologici siano finiti qui. Le RAM che trovate su Amazon vengono vendute al dettaglio ai consumatori e pertanto hanno volumi più piccoli e sono le prime ad aver subito un rincaro. Ma ovviamente non solo le uniche. Anche le RAM vendute alle aziende di tecnologia hanno visto i loro prezzi andare alle stelle, senza ad oggi aver ancora avuto un reale impatto sul mercato.
Sicuramente avrete visto qualche rincaro, ma siamo qui per prepararvi al peggio: perché i veri rincari devono ancora arrivare. Ad oggi i dispositivi che trovate in commercio o che vengono lanciati in queste settimane fanno parte di un processo produttivo avviato molti mesi prima e che allo stesso tempo attingono a scorte già “bloccate” o a contratti già chiusi quando i prezzi non erano ancora impazziti.
Le aziende più strutturate vedranno i loro costi salire vertiginosamente solo per contratti e ordini chiusi negli ultimi mesi (quindi per dispositivi magari neanche annunciati) e al tempo stesso possono ancora attingere a scorte ben rifornite ancora per qualche settimana (da nostre fonti si parla di 2-3 mesi per le aziende più grandi). Ma finito questo periodo di comporto non ci sarà nessun modo per contenere i costi, per nessuna società. La fine di questa crisi dei prezzi delle RAM non è una crisi che terminerà a breve (ci possono valore anni per aprire nuove fabbriche e linee produttive e non è detto però che fra qualche anno la richiesta sia la stessa di oggi).
Ci sarà poi una differenza fra marchi più grandi e marchi più piccoli. I primi hanno un potere contrattuale maggiore, proprio come colossi come NVIDIA possono accaparrarsi gli ordini più grandi e con grande priorità. Questa è un’ulteriore brutta notizia, perché significa che i produttori più piccoli saranno i più colpiti, dovendo teoricamente aumentare i prezzi dei propri dispositivi ancora più dei big, di fatto limitando la concorrenza. Qualche marchio potrebbe non sopravvivere a questa lunga crisi in arrivo.
Prezzi delle RAM più alti non vuol dire però necessariamente prezzi più alti per gli utenti, ma al tempo stesso se questo non dovesse succedere è solo perché le aziende troveranno (come già stanno facendo) il modo di contenere i costi altrove: tagli di memoria più piccoli, finiture più semplici, fotocamere peggiori o batterie più piccole.
Come l’economia ci insegna: se il prezzo sale per il produttore e questo non viene coperto da un aumento di prezzo sull’utente è solo perché il prodotto finale a parità di prezzo è peggiorato.
Non vogliamo fare facili allarmismi, ma sembra che in tanti non abbiano ancora apprezzato la portata di questa crisi in corso e sulle conseguenze che avrà sul mercato e ci sembrava giusto fare un punto a riguardo. Non fate inutili acquisti compulsivi, ma se avevate in progetto per i prossimi mesi di cambiare smartphone, smartwatch, notebook, router (particolarmente impattati dall’aumento di costi della RAM) o di qualsiasi dispositivo tecnologico con un processore dentro (e quindi anche di una RAM), valutate di anticipare l’acquisto.
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