la rivincita del Logos sul Caos
*Vito Sibilio
19.02.2026 – 16.30 – Gli Epstein File – le parole straniere, meminisse iuvat, in italiano sono invariabili – sono una rivincita per Benedetto XVI.
Non certo per il contenuto che lo riguardi, anche perché non esserci in un simile insieme di documenti è un titolo d’onore.
Il finanziere pedosatanista era interessato, al momento dell’abdicazione di Benedetto XVI, alla successione alla presidenza dello IOR, ma le informazioni sull’argomento sono di seconda mano e piene di inesattezze.
Più citato è Papa Francesco, ovviamente inviso al pedofilo criminale per la sua difesa della vita, ma il progetto di nuocergli, risalente al 2019, ventilato sulla stampa e nel quale Epstein è associato a Steve Bannon, non ha avuto seguito.
Non hanno neanche fondamento, per inciso e a quanto sembra, né la voce di un hacker a servizio di Epstein calabrese e con il passaporto italo vaticano, né quella che fa partire un inesistente attacco al sistema informatico del finanziere dalla Città del Vaticano.
E comunque rimane valido quello che ho scritto all’inizio: gli Epstein File sono una rivincita postuma per Papa Ratzinger.
Scrivevo su il Nuovo Giornale Nazionale [ndr.] il 14 ottobre 2022:
“Durante la Presidenza Obama molte furono le Rivoluzioni Colorate, mentre fiorirono le Primavere Arabe, specie nel 2011, poi trascolorate precocemente in grigi autunni. Tutte furono orchestrate dagli USA, per ragioni in fondo non meno importanti di quelle che li contrapponevano al Vaticano. Considerando che quello che accadde dopo l’abdicazione di Benedetto XVI somigliò molto, come schema operativo, a quei Regime Changes, si può dedurre che gli USA abbiano avuto la stessa attitudine verso la Chiesa. Infatti nel 2011 John Podesta, consigliere del Segretario di Stato USA Hillary Clinton, scrisse al giornalista Sandy Newman, affermando che il suo dicastero stava preparando una “Primavera” in Vaticano. Le iniziative antipapali quindi partirono più dal Dipartimento di Stato che dalla Casa Bianca. Del resto Hillary Clinton era ed è ancora qualificatissima esponente non solo del CFR, ma anche delle correnti culturali mondialiste più riparate dal grande pubblico e più ostili al Cristianesimo in genere. Seguace della New Age più panista ed erotizzata e del Socialismo Fabiano, la Clinton era fautrice di una morale sessuale più che lassista (come attestano le sue disinvolte abitudini private e le frequentazioni del marito Bill con il miliardario pedofilo Epstein, alle quali lei non si è mai opposta) e di qualsiasi lotta sedicente egualitaria (dal femminismo estremo all’omosessualismo radicale, passando per la Cancel Culture e l’ecologismo più spinto), in quanto la sua formazione politico-culturale è forgiata sullo schema della lotta tra oppressi e oppressori di marxiana memoria, riletto in chiave sessantottina, ossia volta a modificare la sovrastruttura prima della struttura. Tutt’altro che astratta dottrinaria, la Clinton era ed è anche uno dei maggiori terminali politici delle lobby egualitarie che ho citato (femministe, omosessuali ed ecologiste) e che attivamente si adoperavano e si adoperano per le cause dei loro adepti a livello planetario, nonché dei gruppi economici che ne traevano e ne traggono vantaggio. Donna senza scrupoli, ma dotata di intelligenza, abilità, cultura e competenza, la Clinton fu di sicuro tra quelle persone importanti del mondo liberal che ebbe a temere che l’ondata moralizzatrice planetaria avviata da Benedetto XVI raggiungesse dalla Chiesa anche la società civile. Come tutti i socialisti fabiani, la Clinton era inoltre grande sponsor della Teologia della Liberazione, considerata una testa di ponte del pensiero socialista nel Cattolicesimo e quindi da utilizzare per influenzarne lo sviluppo, uno sviluppo che i cosiddetti cattolici del dissenso da tempo auspicavano, per il quale già da tempo lavoravano e per cui erano alla ricerca di alti protettori. Hillary Clinton, ancora più di Jimmy Carter, di suo marito Bill, di Barack Obama e di Joe Biden, aveva ed ha la consapevolezza tipica dei mondialisti di sinistra, quella di essere destinati a realizzare una società egualitaria che avesse al suo vertice una casta di regolatori che fosse ad un tempo detentrice di tutte le risorse. Nella Clinton risiedevano e risiedono praticamente tutte le ragioni politiche, culturali ed economiche che potevano contrapporsi a quelle che sussistevano e sussistono in Papa Ratzinger. Sarebbe stato quindi molto strano che la Clinton non avesse fatto nulla contro Benedetto XVI, piuttosto che il contrario. Del resto, sotto la Presidenza di Bill Clinton si era cominciato a parlare di Giovanni Paolo II come dell’Old Pope, che forse avrebbe dovuto abdicare all’occorrenza, con voci provenienti sia dagli USA che dalla Germania, esattamente come avvenne negli ultimi anni di Ratzinger, anche se con un esito diverso, dato l’enorme prestigio e la straordinaria forza di carattere di Wojtyła“.
Ancora scrivevo il 22 gennaio 2023 sul Nuovo Giornale Nazionale:
“Nel 2012, come in seguito, emergerà dal sito di Wikileaks nell’ottobre 2016 uno scambio di mail che coinvolgevano i vertici di think tank USA democratici e i principali responsabili della campagna elettorale di Hillary Clinton. Al centro della vicenda ci furono i nomi di John Podesta, cattolico liberal, democratico, già stretto collaboratore di Bill Clinton e poi responsabile della campagna elettorale di Hillary; di Jennifer Palmieri, cattolica progressista, direttrice della campagna di comunicazione della Clinton; di Sandy Newman, amico di Barack Obama ed esponente di Voices for progress; di John Halpin del Center for American Progress. Nei messaggi di posta elettronica, i cattolici fedeli al magistero erano ridicolizzati per essere arretrati e responsabili di un imbastardimento della fede; i vescovi tacciati di essere dittatori medievali. Nella mail dell’11 febbraio 2012 Sandy Newman, attivista progressista non cattolico, scrisse a Podesta chiedendo suggerimenti per “piantare i semi di una rivoluzione”, per una “primavera” nella Chiesa Cattolica, così da far cambiare idea ai vescovi USA su contraccezione, aborto e uguaglianza di genere. Podesta rispose che per fare una rivoluzione si doveva lavorare dall’interno, dal basso verso l’alto. E che per questo i Democratici avevano creato i Catholics in Alliance for the Common Good, finanziati da Soros, mentre nella stessa direzione lavoravano Catholics United. I protagonisti della vicenda si definivano cattolici liberal e difendevano le loro posizioni progressiste su divorzio, matrimonio gay, contraccezione e aborto, giudicandole le più diffuse nella base della Chiesa americana, ma a torto. Non si consideravano infatti i praticanti, ma solo i battezzati“.
Era dunque chiaro, sin da quando conducevo la mia inchiesta sul vatileaks, che il conflitto tra Benedetto XVI e il Deep State dem USA era un contrasto ad un tempo politico e culturale con ricadute economiche e sociali.
Quel che non sapevamo era fino a che punto alcuni protagonisti di quella lotta fossero intrisi della cultura della Controchiesa, dell’Anticristo. Una cultura della quale tutti dovrebbero avere paura.
Un caro amico, il poeta lucano Canio Mancuso, ateo ma molto rispettoso della fenomenologia della religione, è solito ripetermi questa arguta battuta: “Dio [per me] non esiste, ma che la Chiesa ci sia, non ho dubbi”.
Parafrasandola, dovremmo dire che alcuni non credono in satana, ma non c’è motivo di dubitare dell’esistenza dei satanisti e, quindi, in ragione delle loro peculiari convinzioni, di temerli, perché il satanismo non è una improbabile evocazione del diavolo, ma una precisa pratica di vita.
Molock e Huitzilopochtli non sono mai esistiti – a meno che non crediamo alla teoria agostiniana della genesi delle religioni pagane per la quale i loro dei altro non furono che demoni ingannatori – ma i seguaci dei loro truculenti culti erano reali e quindi molti bambini arsero vivi tra le fauci dei tori arroventati che si stagliavano tetri sotto i cieli della madre patria e della diaspora fenicia, mentre molti cuori pulsanti vennero strappati dai petti squarciati di malcapitati prigionieri dalle mani di truci sacerdoti vestiti di scarlatto.
Grazie ai bambini arsi o ai cuori adagiati su altari di pietra imporporati del loro stesso sangue, molti si convinsero che i mari si placassero, le guerre si vincessero e il sole continuasse a sorgere. E questo è stato un motivo sufficiente per continuare ad officiare questi riti più che barbari.
E questa religione tenebrosa ha continuato a scorrere in ogni epoca, come un fiume, che a un certo punto si è inabissato nel Carso della storia, per poi tornare in superficie ed arrivare fino a Little San James e, sicuramente, anche in altri luoghi. Molti, nello scandalo Epstein, hanno difficoltà a credere proprio allo scopo rituale delle violenze consumate.
Possono accettare che siano la conseguenza di inveterate abitudini, tramandate di padre in figlio e retaggio di un passato coloniale, o che siano il frutto della convergenza parallela tra depravazioni simili tra loro e tutte aureolate dalla fortuna di fiorire su una montagna di dollari, possono accettare che si siano consolidate con la forza della cooptazione in vista di benefici e, dopo, con quella del ricatto che rende per sempre complici.
Ma sono recalcitranti a credere che esista una setta che onora il suo Ahriman con il sangue degli innocenti e che si comunica ad esso con le carni dei cuccioli d’uomo, strappati ai propri genitori e lasciati soffrire mentre gridano in lingue sconosciute sino all’estremo, incomprensibile sacrificio tra le mani dei loro carnefici.
Preferiscono relegare questi atti nel limbo di una improbabile pazzia di gruppo privata, vissuta da chi in pubblico è impeccabile. E invece il satanismo, come forma particolare di occultismo, a sua volta nicchia di un certo esoterismo, esiste ed è noto da sempre a chi segue le dinamiche sociologiche della cosiddetta cultura delle élite in Occidente.
La Società Rosicruciana in Anglia, l’Ordine Ermetico dell’Alba D’Oro meglio noto come Golden Down, l’Ordo Templi Orientis, la Società Teosofica, l’Ordine Cabalistico della Rosacroce, il Lucis Trust, la WICCA, la Side Masonery, l’Allied Degrees, il Royal Arc Mariner, lo Holy Order, l’Order of the Secret Senior sono solo alcune grandi associazioni iniziatiche, note e arcinote, che hanno coltivato e coltivano un esoterismo che sconfina nell’occultismo, che a volte diventa satanismo. Pensate al nome originale del Lucis Trust, ossia Lucifer Trust.
Naturalmente non sto dicendo che i membri distinti di questi sodalizi siano antropofagi, pedofili o assassini, sto solo affermando che il satanismo è una corrente importante e potente nel quadro della cultura contemporanea, per cui se non collochiamo, sia pure in un punto basso di degenerazione, un personaggio come Epstein in questa filiera, non capiamo come mai egli è diventato il corruttore seriale dell’Occidente, e forse non capiremo mai per conto di chi.
Non ci sono forse persone, tra i maestri delle società citate, che hanno biografie importanti o addirittura inquietanti, anche se in modi differenti, come quella di Epstein?
Aldous Huxley, Aleixter Crowley, Herbert Wells e altri non hanno avuto costoro potere, influenza, fama e il diavolo dentro? Si stupiscono alcuni?
Francamente mi stupisco io che essi ignorino l’esistenza di gruppi come quelli che ho citato.
A questo punto però qualcuno potrebbe chiedersi cosa c’entri Benedetto XVI e in cosa consista la sua rivincita. Ratzinger è sempre stato il Papa del Logos, il pugnace Apostolo di un Dio che agisce secondo ragione, che ha disseminato i semi della sua ragione in ogni cosa da Lui creata, che ha chiamato alla salvezza gli uomini invitandolo a cercarlo non in un’orrida regione ma nell’amore del prossimo, rigenerandoli a tale scopo nel Sangue di una sola vittima innocente, immolatasi per gli altri, ossia il suo stesso Figlio incarnato.
Perciò Benedetto rappresenta, esotericamente, quello che tutti gli occultisti degenerati detestano, perché lo ha sostenuto meglio di altri per chiarezza e profondità.
I satanisti considerano l’opera del Demiurgo come erronea e sbagliata, piena di incongruenze, e guardano a Lucifero come a colui che, etimologicamente, porta la luce ottenebrata dall’ultimo Dio delle sfere celesti.
Ragion per cui, proprio tramite Lucifero, essi giungono alla salvezza di se stessi, nell’indifferenza per gli altri, sovvertendo i principi etici dettati dal Creatore. Quanto più sovvertono, tanto più si salvano, intendendo l’azione non in senso etico ma in senso gnoseologico, simbolico anche se reale.
In questo senso, la setta di Epstein – perché i rituali seguiti non lasciano dubbi sul fatto che essa fosse tale – si collocava nel punto più basso di questo spettro luciferino.
Ma ogni colore di esso era destinato a confliggere con la Chiesa Cattolica, la più grande confessione religiosa organizzata e centralizzata monoteista cristiana del mondo.
Ora che il velo è caduto e che i maggiori frequentatori di Epstein si sono rivelati non solo portatori di una cultura occulta, ma satanica, la denigrazione che essi hanno lanciato contro il Cristianesimo e, per esso, contro Benedetto XVI, appare smascherata nella sua natura più perversa.
Papa Ratzinger ha regnato sulla Chiesa nel periodo storico in cui questi gruppi occulti hanno avuto più potere e più ambizione e a maggior ragione miravano a sovvertire l’istituzione chiave della soteriologia essoterica – attenzione al numero di esse nella parola – o acroamatica. Per cui il conflitto tra quel Papa raziocinante e questi gruppi nascosti intrisi dello spirito delle Baccanti era inevitabile.
D’altro canto, questi stessi gruppi non si sono stagliati contro la Chiesa e il suo Papa solo per ragioni recondite, la loro lotta non è stata una guerra segreta, un conflitto sotterraneo. Un altro dato dev’essere sottolineato, per capire la portata di quanto ci svela lo scandalo dei File di Epstein.
Come nella sua cerchia ristretta c’erano persone coinvolte ad un tempo nella depravazione e nell’esercizio, umbratile se non oscuro, del potere politico e finanziario, così non vi è nessuna delle grandi battaglie delle oligarchie globaliste che non abbia una valenza anticristiana.
Il controllo delle nascite, l’aborto come diritto, l’eutanasia come ammortizzatore sociale, l’ecologismo estremo che colpevolizza la specie umana, la centralizzazione delle campagne sanitarie, il femminismo come arma contro il maschio, l’omosessualismo come strumento contro gli etero, la fluidità di genere come annichilimento dell’identità individuale, il globalismo come distruzione di quella collettiva, il sincretismo come annacquamento della consapevolezza spirituale, la guerra perpetua per procura come distrattore di massa e strumento imperialista, nonché il migrazionismo selvaggio come strumento omeostatico per la distribuzione della popolazione sono fenomeni molto diversi che però hanno in comune una matrice neo malthusiana il cui vantaggio è quello di rendere impossibile la redistribuzione della ricchezza a scapito di quell’oligarchia globale che, a fronte di poco meno di ottocento cognomi, ne detiene quasi l’ottanta per cento.
Anzi, ha spesso il vantaggio di accrescere questa percentuale fantasmagorica spingendo il resto dell’umanità verso un comunismo di fatto in cui i regolatori del flusso delle ricchezze ne sono gli stessi padroni.
Non a caso ognuna di quelle battaglie ha una composita schiera di combattenti tra i quali non mancano mai i grandi signori del denaro, che si configurano tutti come gli occulti ispiratori di un sentire dell’opinione pubblica che è comune sì, ma inconsapevole delle sue fatali conseguenze.
Ebbene, non vi è nessuno di quei temi citati su cui la Chiesa Cattolica, come istituzione organizzata, non era in conflitto, almeno fino ai tempi di Ratzinger, con quello che il Vangelo di Giovanni chiama il “mondo”.
Il Logos è in contrasto col Caos, ma questo Caos non è casuale e, soprattutto, ha come promotori altre associazioni riservate, i cui membri spesso hanno nella vita pubblica ruoli di grande preminenza politica, culturale, economica e sociale e il cui obiettivo dichiarato è il dominio globale.
Dichiarato, s’intende, a chi si prende la briga di leggere e di dare peso a ciò che pochi maestri del pensiero esoterico pubblicano, dall’interno stesso delle organizzazioni. Penso, tra le altre, a organizzazioni come la Società Fabiana, l’Ordine Martinista e Sinarchico, il Movimento Sinarchico d’Impero, il Movimento Pan Europeo, la Pilgrims Society, la B’nai B’rit.
Ma penso anche ai grandi pensatoi dell’Occidente, i veri santuari del potere occidentale, gli autentici centri decisionali.
Immagino il Council of Foreign Relations – al quale ho dedicato un’ampia inchiesta su queste pagine – il Bilderberg Group, la Trilateral Commission, la Round Table, il World Economic Forum. Ora, molti di questi gruppi elitari hanno come membri – non tutti e non sempre, sia ben chiaro – persone che stanno anche in quelli occultisti, o addirittura che stanno dietro di essi.
Ad esempio, David Rockefeller ha fondato il Council of Foreign Relations, che a giudizio di Pierre de Villemarest comanda(va) il mondo intero – ma, tramite la sua Fondazione, finanzia anche il Lucis Trust, che è la sola associazione religiosa che ha avuto una cappella nella sede delle Nazioni Unite.
La domanda che viene spontanea è questa: in questa osmosi tra spirito luciferino e spirito mondialista, quale dei due si serve dell’altro, qual è lo schermo che copre il vero potere?
Una domanda alla quale diversi teorici del potere occulto – si badi, teorici, ossia esponenti interni di quegli ambienti – hanno risposto delineando una gerarchia ben precisa: al vertice i Maghi ispiratori, signori della teocrazia luciferina; sotto le Società iniziatiche; all’affaccio del mondo esterno le Società oligarchiche di potere finanziario; immediatamente dopo i grandi think tank e solo alla fine il potere politico esercitato dal popolo tramite dei rappresentati ben manipolati, foraggiati e dominati.
È esatta questa gerarchia? Di certo, tra i potenti di questo mondo ci sono amanti della teurgia, pronti a versare anche il sangue altrui per acquisire improbabili ma bramati poteri.
Poi ne vengono altre di domanda, considerando che Epstein sedeva in tanti circoli di altissimo prestigio e lavorava sia coi Rotschild e i Rockefeller: quanti come lui ne esistevano e ne esistono e perché, in quel mondo ristretto, i grandi plutocrati ne tolleravano la presenza e fino a che punto se ne servivano?
In questa prospettiva, la lotta contro la Chiesa di Benedetto è stata una lotta contro l’ultima istituzione universale che non si era lasciata fagocitare dal progetto mondialista, sulla cui natura, come ho detto, ora più che mai ci si deve interrogare.
Tanto più che con Papa Francesco essa ha dovuto venire a patti con questo potere pieno e incontrollato, almeno nelle sue forme palesi, e tanto più perché in essa ancor prima è venuto fuori un Epstein in porpora, ossia Theodor McHarrick.
E ancor di più perché oggi la partita si è riaperta, con l’ascesa di Leone XIV e il declino del mondialismo, ferito, come la Bestia dell’Apocalisse, ma non ancora ucciso. Un potere pieno e incontrollato che, si badi, in quella forma chiamata Sinarchia – e che è stata parte integrante del dibattito politico contemporaneo – prevedeva esplicitamente una cooptazione della Chiesa Cattolica, per usarne l’influenza su tutti i popoli per i propri scopi.
A tale scopo sono significativi, anche se molto diversi, gli apporti teorici di Saint Yves de Alveidre, di Paul Roca – per la via cristiana alla sinarchia – e di Abelio – il cui schema dell’archetipo sociale aveva un forte impianto teurgico, ossia di magia nera.
Ancor più significativo è che non esiste ad oggi una organizzazione internazionale che non sia intrisa di mondialismo e, quindi, di un certo simbolismo che rimanda al mondo esoterico ed occulto, dall’ONU alla FAO, dall’UNESCO alla UE, e che questa influenza è cresciuta via via che le grandi famiglie politiche popolari democratiche di massa – cristiana, liberale, socialista – sono andate declinando.
Taglia poi la testa al toro il fatto che questo potere promuova incessantemente il sincretismo e l’irenismo, spacciandoli spesso per dialogo interreligioso, attraverso quelle stesse persone che abbiamo visto reggere le sorti del grande capitale e sostenere il suo occultismo culturale.
Sempre la Rockefeller Foundation, per fare l’esempio maggiore, finanzia l’International Council of Religions for Peace, nella quale ha seduto per anni il Cardinale Danneels, il vero candidato della Mafia di San Gallo al Trono di Pietro nel 2005, poi conquistato da Ratzinger. Ma molte altre sono state e sono le organizzazioni che radunano credenti di ogni religione per orientarli verso obiettivi precisi, come la Fellowship of Faiths.
Il mondialismo occultista vuole il monopolio religioso, perché la coscienza sia prigioniera anche dentro se stessa. Ma la Chiesa, almeno fino a Ratzinger, era pronta a dialogare ma non a farsi assimilare, mentre con Bergoglio la spinta all’omogeneizzazione de facto è diventata più forte, forse perché lui era segnato dalla formazione acquisita negli anni del generalato gesuita di Arrupe.
La posta in gioco è quindi quella di un dominio assoluto, transumano, i cui connotati filosofici sono oramai noti – pensiamo alle opere e ai giorni di Harari, che parlava pubblicamente a Davos dinanzi a Joe Biden e compagni della necessità che l’Uomo si sostituisca a Dio ibridandosi con la macchina e con il software e modificando il suo genoma – ma che ha avuto in Epstein un suo seguace estremista, date le sue sperimentazioni genetiche in strutture private e coperte andate oltre ogni legalità.
L’obiettivo è degradare l’uomo comune a servo per innalzare alcuni a semidei. Se non è questo satanico, non so cosa lo sia.
Per cui non ci si meraviglia nel leggere che Epstein voleva clonare se stesso, come non ci si meraviglierebbe se leggessimo che trafficava in droga come in bambini, anche perché alcune delle organizzazioni occultiste che ho citato hanno avuto un ruolo nello sviluppo di mercati perversi e anche illegali, da quello degli stupefacenti a quello della pornografia, con manager insospettabili, con un piede nel salotto buono della finanza, uno in quello del crimine e un terzo, tutto loro, in quello dell’occulto.
E anche su questo la parola della Chiesa è stata ed è un forte ostacolo e ancora risuona, perché in materia Bergoglio non ha marcato discontinuità con Ratzinger.
Perciò alla luce di quanto detto, credo che Benedetto XVI abbia avuto una rivincita tramite la diffusione degli Epstein File: quella della morale sull’immoralità, della luce sulle tenebre e del Logos sul Caos. Perché, come è stato detto da Nostro Signore, quel che direte all’orecchio sarà gridato sui tetti.




