Export, Consorzio vino Chianti dopo Nigeria guarda all’India – Vino
Dopo la Nigeria, nel 2027 sarà la
volta dello sbarco in India. Questo il nuovo obiettivo del
Consorzio Vino Chianti, annunciato oggi dal presidente Giovanni
Busi a margine dell’Anteprima Chianti Lovers & Rosso Morellino
a Firenze, alla Fortezza da Basso. “L’India – ha spiegato Busi –
sarà uno dei mercati su cui investiremo con maggiore decisione
dal prossimo anno. Alcune aziende sono già presenti, ma il
Consorzio ha il dovere di accompagnare questo percorso e
spiegare che cos’è oggi il Chianti, per questo stiamo
organizzando una missione ad hoc”.
Una scelta dovuta “all’instabilità politica ed economica
internazionale e le incertezze legate ai dazi Usa”, “proprio per
questo dobbiamo reagire, cercando nuovi sbocchi commerciali: la
vendemmia arriva ogni anno, il vino si produce ogni anno e quel
prodotto deve trovare spazio nel mondo”. Va in export tra il
65% e il 70% della produzione del Chianti.
Dopo il “debutto” in Nigeria, “quando l’avevamo annunciato,
c’è chi ci ha riso dietro, ma è uno dei Paesi che consuma più
champagne al mondo”, ha aggiunto Busi facendo capire che c’è un
mercato enoico in cui potersi inserire, “il Consorzio sta
continuando a investire in Sud America e nell’area Mercosur,
“anche se l’accordo ci lascia un po’ di preoccupazione perché la
riduzione dei dazi avviene ‘step by step'” e non in una volta
sola. E poi ci sono i Paesi asiatici come Cina, “dopo il Covid i
mercati stanno ripartendo”, Vietnam, Thailandia e Giappone”.
Per quanto riguarda l’annata 2025, la produzione standard ha
spiegato, è stata ridotta a circa 620.000 ettolitri contro uno
standard di 800.000. “Però – ha sottolineato – la qualità è
indubbiamente ottima e ne siamo molto molto contenti. Oggi ci
troviamo con un vino che ha un ottimo rapporto qualità-prezzo ed
è molto molto importante visto le crisi economiche”. Oltre al
Chianti 2025 è stata presentata anche la Riserva 2023.
“Presentiamo due annate che parlano di identità e solidità – ha
concluso -. Ora dobbiamo trasformare questa qualità in nuove
opportunità commerciali”.
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