Crisi politica a Catanzaro, tra gli esiti possibili spunta anche il terzo “tagliando”
Di fatto, a circa un anno e mezzo dalla scadenza naturale del mandato amministrativo si ragiona già sulle prossime elezioni comunali. Che siano in primavera, qualora l’operazione “dimissioni contestuali” delle forze di opposizione vada in porto, che siano nel 2027, la macchina politica è ormai in moto. E ogni passo futuro delle forze cittadine non potrà che essere interpretato in questa chiave.
La spallata sospesa
Le firme decisive, dopo le 14 apposte di slancio ormai una decina di giorni fa, non arrivano ancora. E il tempo stringe: si è ormai a un giorno dalla scadenza del termine dato dalle forze di centrodestra e da Azione per la raccolta delle adesioni al documento che dovrà raccogliere la volontà di 17 consiglieri di dimettersi contestualmente. Poi ci sarà il weekend ed entro il 24 le dimissioni contestuali dovrebbero essere già al Comune per riuscire a far sciogliere il Consiglio e andare al voto in primavera. Farlo dopo vorrebbe dire affidare Palazzo De Nobili a un lungo commissariamento. E i promotori su questo hanno sempre sostenuto di voler tentare solo la carta del voto a primavera.
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