Calabria

Il Catanzaro ha blindato la porta

Porta blindata tre volte nelle ultime tre partite, sei nelle dieci gare più recenti. Il Catanzaro ha alzato il livello anche davanti a Pigliacelli, e non solo nella settimana che l’ha riportato in quota con nove punti. Non è una squadra granitica, perché ha una proposta di gioco che non si limita a speculare e qualcosa concede sempre, però possiede uno dei migliori pacchetti arretrati della B, per numeri e interpreti. Ed è anche per questo che sta legittimando un posto ai playoff.
Il dato che più risalta è la quantità e distribuzione di “clean sheet”, cioè degli incontri terminati senza subire reti. Sono nove in tutto, ma dall’inizio della stagione e fino alla sedicesima giornata a metà dicembre erano stati appena tre: quello con lo Spezia al secondo turno, l’altro a Marassi con la Samp (due 0-0) e il terzo nell’incrocio spartiacque con il Palermo deciso dal gol di Cisse. Contro i siciliani Aquilani aveva per la prima volta cambiato modo di difendere, abbassando il baricentro dei suoi in campo per non concedere profondità agli avversari. L’ottima esecuzione con la corazzata di Inzaghi è stata riproposta anche in seguito perché ormai è consolidata la capacità di cambiare registro e difendersi più alti o bassi, in base alle caratteristiche degli avversari o alle esigenze della gara, come per esempio è successo nel secondo tempo con il Mantova.
La svolta dal punto di vista numerico è arrivata contro l’Avellino, il primo dei sei “clean sheet” degli ultimi due mesi (e un altro 1-0 firmato Cisse). Certo, non è mancata la fortuna (legni di Biasci e Tutino), ma si era trattato di episodi, non di problemi strutturali, e da quella gara le occasioni nei confronti degli avversari si sono ridotte in modo più evidente: Cesena e Samp sono rimaste a secco come recentemente Reggiana, Pescara e Mantova.
A gennaio, quando il Catanzaro ha frenato ottenendo solo un punto su dodici, l’unico vero “buco” sono stati i due gol ingenui beccati dal Sudtirol su azioni sviluppate da rimesse laterali. Roba rimasta casuale e che forse è servita a rialzare le attenzioni. Prima, comunque, Frosinone (ko per 2-0) e Venezia (3-1) sono passate in vantaggio definitivamente solo con i giallorossi in dieci e su calci da fermo: un angolo per i ciociari, che poi hanno raddoppiato in contropiede all’ultima azione, un rigore per i veneti, che hanno calato il tris sempre alla fine del recupero. Una massima punizione nel recupero aveva macchiato il tabellino anche nella vittoriosa trasferta di Bari.
Se Aquilani guarda avanti con fiducia e speranze vedendo tornare a segnare con regolarità Iemmello e sbocciare Liberali, Alesi e Nuamah, può farlo con la tranquillità garantita dal sistema difensivo organizzato a dovere in questi mesi. E, ovviamente, dalla qualità dei suoi protagonisti: Cassandro, Antonini e Brighenti sono fra i terzetti centrali più affiatati della categoria, ma i meccanismi valgono anche se giocano Frosinini e Verrengia (al netto di qualche errore di gioventù). Senza dimenticare, naturalmente, il fondamentale lavoro garantito dagli esterni Favasuli e D’Alessandro e la funzione di equilibrio assolta dal play Petriccione con l’aiuto delle mezzali. Un mutuo soccorso da playoff.
Diario di bordo
Stamani e domattina il gruppo si sposta da Giovino al “Curto” per abituarsi alla superficie in sintetico che troveranno al “Comunale” di Chiavari. Per la trasferta in Liguria hanno già comprato il biglietto del settore ospiti 674 sostenitori giallorossi.


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