Marche

morto Marco Merlini, titolare dello chalet Reno’s 54. In casa la stufetta ancora accesa


SAN BENEDETTO Una nuova morte scuote il territorio, quella del quarantanovenne Marco Merlini, imprenditore balneare noto e stimato. Marco infatti, il gigante buono per gli amici, era titolare dello chalet Reno’s 54, ereditato da suo padre, attività che gestiva insieme alla compagna Annarita. Il suo chalet era noto per i tornei di beach volley, per i risciò e per i tappeti elastici. Da anni Marco lottava in prima linea insieme agli altri balneari contro la direttiva Bolkestein per mantenere la proprietà della struttura. Lavorava anche per la Fifa Security, ed era uno degli steward più esperti: tornato dal Carnevale di Venezia pochi giorni fa, era già pronto a ripartire per Sanremo in vista del servizio che la Fifa svolge al Festival. Marco in passato ha giocato a rugby con la Fi.fa. e a pallavolo ed era definito da tutti un lavoratore instancabile, nonostante il duro lavoro non si lamentava mai. 

L’allarme

Il quarantanovenne è stato purtroppo trovato senza vita ieri pomeriggio poco dopo le 14 nella sua abitazione in via Tacito, una traversa tra il lungomare e via Volta. A fare la tragica scoperta sono stati i sanitari della potes insieme ai vigili del fuoco di Ascoli e di San Benedetto. I soccorsi erano stato infatti chiamati dalla compagna Annarita, che non riusciva a mettersi in contratto con lui visto che non rispondeva né alle telefonate né al campanello; l’ultima chiamata con lei era stata il mattino.

La morte

Il decesso con molte probabilità è avvenuto a causa del monossido di carbonio accumulato all’interno dell’appartamento, fuoriuscito da una stufetta catalitica che era ancora accesa quando sono entrati i vigili del fuoco, che dopo aver aperto la serratura hanno fatto entrare i soccorsi. Marco Merlini è stato trovato steso sul pavimento, i sanitari del 118 hanno provato il tutto per tutto, ma il medico di turno ha dovuto infine constatarne il decesso. I pompieri con un mezzo specializzato hanno poi compiuto rilievi tecnici per accertare la concentrazione del monossido di carbonio all’interno dell’appartamento. Marco lascia la compagna Annarita, due figli, il figlio di lei e sua sorella.

Il ricordo

Il collega della Fi.fa. security Roberto Vesperini, che era in procinto di partire con lui a Sanremo, lo ricorda così: « Non ci sono parole per descrivere il mio dolore immenso. Abbiamo condiviso lavoro, responsabilità, fatica e soddisfazioni. Con te c’era fiducia vera, quella che non si costruisce in un giorno ma nasce dal rispetto e dalla lealtà reciproca. Sapevo di poter contare su di te, e te sapevi di poter contare su di me. Oggi sento un vuoto immenso, difficile da spiegare a parole. Non è solo l’assenza di un collega, ma di un amico. Di una presenza sicura. Di uno sguardo che capiva senza bisogno di troppe parole. Porterò con me tutto quello che abbiamo condiviso e anche una gratitudine infinita per averti conosciuto. R.i.p. Amico».




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