“Colpisce tradizioni gastronomiche e filiere economiche” – BarlettaLive.it
“Le proposte di legge che mirano a imporre il divieto di macellazione e consumo di carne di cavallo nel nostro Paese non tengono conto delle tradizioni gastronomiche di molti territori come la Puglia, ma anche Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Campania, Lazio e Sicilia. Se allarghiamo lo sguardo agli altri Paesi europei, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi consumano in media una quantità di carne equina analoga alla media italiana. Vietare di colpo questo alimento significherebbe quindi cancellare un’identità gastronomica e colpire una filiera economica tradizionale molto significativa per alcune realtà locali, mettendo in ginocchio centinaia di attività, dalle macellerie specializzate agli allevatori, con gravi ripercussioni occupazionali”. Lo dichiara il senatore di Forza Italia, Dario Damiani.
“Dal punto di vista nutrizionale – prosegue -, va precisato che la carne equina è un alimento di alta qualità, ricca di proteine nobili, con un elevato contenuto di ferro biodisponibile, vitamine del gruppo B, Omega-3, povera di grassi e colesterolo; quindi un alimento consigliato a sportivi, bambini, donne in gravidanza e soggetti anemici. In Puglia, città come Santeramo in Colle, Terlizzi e Corato ma anche località del Salento e della provincia di Barletta Andria Trani, dove mi risulta che si sia già attivata una mobilitazione di gruppi di consumatori e attività commerciali, hanno costruito intorno a questa materia prima una rete di tradizioni culinarie iconiche, riconosciute come eccellenze gastronomiche e portate avanti da centinaia di piccole imprese spesso a conduzione familiare, che operano nel pieno rispetto delle normative igienico-sanitarie.
Una tradizione esaltata anche in alcuni periodi dell’anno da sagre locali che attirano migliaia di visitatori. Mi auguro, quindi, che in merito alla discussione avviata dalle proposte di legge presentate la politica non agisca sull’onda di emotività o ideologie, ma cerchi una sintesi tra rispetto delle tradizioni, sostegno alle imprese locali e mutate sensibilità. Dal canto nostro difenderemo la libertà di scelta dei consumatori e la sopravvivenza di una filiera storica per la nostra economia regionale” conclude Damiani.
Fonte: ANSA.it
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