Scienza e tecnologia

Internet in Italia: perché restare col rame ci costa (molto) caro

La rete Internet italiana continua a scorrere su due binari: da una parte la fibra ottica, dall’altra il vecchio rame. Una convivenza che non riguarda solo la velocità di navigazione, ma anche quanta energia consumiamo ogni giorno per restare connessi.

Tre diversi studi, firmati da Deloitte, Luiss e Politecnico di Torino, mettono sotto la lente questa doppia infrastruttura e i suoi effetti su produttività e ambiente. E la conclusione è ovvia: la fibra offre vantaggi concreti, ma gli abbonamenti alle linee più rapide restano ancora pochi rispetto al potenziale.

Fibra contro rame: perché la doppia rete pesa sull’energia

La coesistenza tra rete in fibra e rete in rame significa mantenere attivi due sistemi completi, con apparati, centrali e infrastrutture che richiedono energia elettrica per funzionare. Gli studi evidenziano che questo assetto genera sprechi rispetto a uno scenario in cui la connessione viaggia solo su fibra.

La fibra ottica permette di trasportare grandi quantità di dati con un consumo energetico più contenuto per unità di traffico rispetto al rame.

Finché però la rete tradizionale rimane accesa per servire una quota rilevante di utenze, il sistema nel suo complesso continua a consumare di più di quanto sarebbe necessario.

Secondo le analisi, un passaggio completo alla fibra consentirebbe di ridurre i consumi legati alle infrastrutture di rete, con benefici immediati sia in termini di costi operativi sia sul fronte delle emissioni collegate alla produzione di energia.

I benefici economici e ambientali della banda ultra larga

I tre studi firmati da Deloitte, Luiss e Politecnico di Torino insistono sugli effetti di una diffusione capillare dell’Internet super rapido. Il tema non riguarda solo la comodità di scaricare contenuti più in fretta, ma l’impatto sulla produttività di imprese e pubblica amministrazione.

Una rete basata interamente su fibra ottica abilita servizi digitali più stabili e performanti, che riducono i tempi morti e migliorano l’efficienza dei processi. Le analisi collegano questa infrastruttura a un uso più efficace di strumenti come il lavoro da remoto, le piattaforme di collaborazione online e le soluzioni di cloud.

Sul piano ambientale, la combinazione tra minori consumi energetici di rete e maggiore efficienza dei servizi digitali porta a un quadro complessivo di riduzione dell’impatto rispetto a uno scenario in cui si continua a puntare sul rame e su collegamenti meno performanti.

Perché la linea veloce ha ancora pochi abbonati

Nonostante tutto, la linea veloce registra ancora un numero limitato di abbonamenti. La diffusione dell’Internet su fibra procede, ma l’adesione resta inferiore alle potenzialità dell’infrastruttura. È un tema di copertura, prima ancora che di costi.

Questa situazione mantiene in vita la doppia rete fibra-rame, con tutti i relativi costi e consumi. La mancata concentrazione del traffico sulla sola fibra rallenta anche il pieno sfruttamento dei benefici in termini di produttività e di impatto ambientale messi in evidenza dalle ricerche.

Il risultato è un paradosso piuttosto evidente: gli studi mostrano con chiarezza i vantaggi di un passaggio totale all’Internet super rapido, ma la realtà dei fatti costringe ancora a tenere un piede nel passato.

E finché non si chiude questo capitolo, la rete continuerà a consumare più energia di quanta servirebbe davvero.


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