Sala consiliare al bisnipote di Mussolini, insorge l’Anpi a Orta Nova
Il libro si chiama “Mussolini e il Fascismo – L’altra storia”, e a scriverlo è stato il bisnipote di Benito Mussolini, Caio. “La storia non è un menu à la carte dal quale si scelgono gli eventi e i fatti storici secondo i propri gusti o convenienza, omettendone altri – si legge nella presentazione – Ha tante sfumature e io cercherò di farvi conoscere l’altra storia”. È bufera a Orta Nova (Foggia) per l’incontro organizzato dalla sezione cittadina di Fratelli d’Italia il 18 febbraio: a Caio Mussolini è stata concessa l’aula consiliare per presentare il suo libro, e per la segreteria Flc Cgil di Foggia è un affronto. “La scuola e le istituzioni sono il primo presidio contro il fascismo – dicono – Come rappresentanti di chi ogni giorno educa le nuove generazioni ai valori della libertà e del pensiero critico, riteniamo inaccettabile che una sede istituzionale, nata dal sacrificio di chi ha combattuto la dittatura, venga utilizzata per dare risonanza a messaggi che offendono la memoria democratica del nostro Paese e della nostra Capitanata”.
“Le istituzioni nate dalla Resistenza non sono neutrali – continua il sindacato – Esse hanno il dovere morale di difendere la Costituzione. Concedere una sala pubblica a chi, per cognome e contenuti, evoca un passato di censura e leggi razziali è una ferita alla coscienza civile della comunità”. Si unisce al coro di proteste anche Sinistra Italiana, oltre che Anpi Capitanata, la sezione locale dell’Associazione nazionale partigiani italiani: “Il libro di Caio Mussolini rappresenta non soltanto un’opera di revisionismo storico, ma un ennesimo tentativo di riabilitare un regime dittatoriale fatto di violenza, di soppressione delle libertà democratiche, di razzismo e di guerre”. Sindacato e partigiani chiedono al sindaco di Orta Nova di fare un passo indietro: “La decisione assunta è tanto più grave dopo la decisione del Tribunale di Bari di qualche giorno addietro, di condannare gli esponenti fascisti che aggredirono un corteo – precisano da Anpi – Le istituzioni democratiche, i cui rappresentanti hanno giurato fedeltà ai valori della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza e dalla lotta al fascismo, non possono consentire che la libertà e la democrazia possano essere progressivamente erose”. Il chiaro riferimento è alla sentenza del Tribunale di Bari che ha condannato 12 militanti baresi di CasaPound per i reati di riorganizzazione del disciolto partito fascista e manifestazione fascista, in relazione a un’aggressione avvenuta il 21 settembre 2018 nel quartiere Libertà di Bari, durante un corteo organizzato da militanti antifascisti dopo la visita dell’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini.
“La storia non è un’opinione e il fascismo non è un punto di vista fra i tanti – incalzano da Flc Cgil Foggia – Chiediamo che la sala consiliare resti ciò che deve essere: il tempio della democrazia repubblicana e antifascista”. Dal canto suo, Anpi invita “i giovani democratici e gli antifascisti di Orta Nova” al presidio che si terrà la sera della presentazione (il 18 febbraio alle 18) davanti alla sede del Municipio: “Per far sentire la voce di quanti si oppongono a ogni apologia del fascismo e credono fermamente in quei valori che hanno consentito all’Italia di vivere in pace, in libertà e in democrazia”.
Il sindaco Domenico Di Vito, però, non ha alcuna intenzione di arretrare: “È stata fatta formale richiesta dal circolo di Fratelli D’Italia nella quale si chiedeva la disponibilità dell’aula consiliare per la presentazione del libro. Nel rispetto del regolamento approvato dall’ente, è stato concesso l’utilizzo dell’aula. Da sindaco non posso fare altro che far rispettare le norme”. “Nel corso della notte – prosegue il sindaco – è stato affisso uno striscione di contestazione sul prospetto di Palazzo di città, su cui sono in corso accertamenti dei carabinieri”. “Purtroppo – aggiunge – sono argomenti su cui è semplice fare critiche e polemiche, ma da sindaco devo fare rispettare le norme. C’è una regolare richiesta. È una presentazione che potrebbe suscitare delle manifestazioni. Da ieri sono in contatto con la prefettura, in mattinata avrò un altro contatto. La questione è attenzionata e sotto controllo. Prevista la presenza di uomini delle forze dell’ordine per evitare situazioni di ordine pubblico. Al momento non si ravvisano i presupposti per una revoca dell’autorizzazione”.




