Calabria, svolta sul precariato: piano per i TIS e nuovi fondi per le stabilizzazioni

Si è tenuto oggi un vertice decisivo tra il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, l’assessore al Lavoro Giovanni Calabrese e i segretari generali di CGIL, CISL e UIL Calabria, rispettivamente Luigi Veraldi, Giuseppe Lavia e Maria Elena Senese. Al centro del confronto, il futuro dei lavoratori TIS (Tirocini di Inclusione Sociale) e il consolidamento delle posizioni degli ex LSU/LPU, con l’obiettivo dichiarato di chiudere definitivamente la stagione del precariato storico calabrese.
Vertenza TIS: verso un piano integrato per 900 lavoratori
Sul fronte dei TIS, i numeri tracciano un percorso di stabilizzazione già avviato: sono 1.754 le unità per le quali sono state attivate le procedure di selezione, con una proiezione che punta a raggiungere quota 1.800.
Tuttavia, resta da sciogliere il nodo dei circa 900 lavoratori attualmente esclusi (inclusi i 396 in formazione). I sindacati hanno chiesto con forza un piano integrato che preveda:
* Assunzioni presso Enti terzi previa formazione professionale.
* Incentivi all’esodo.
* Misure di sostegno all’autoimpiego.
La Regione ha recepito l’istanza impegnandosi a terminare il monitoraggio dei profili professionali entro 30 giorni, termine entro il quale verrà presentato un cronoprogramma dettagliato con risorse e tempistiche certe.
Over 60 e indennità: pagamenti in arrivo
Buone notizie sul fronte dei pagamenti per i lavoratori over 60 beneficiari dell’assegno di inclusione. Durante l’incontro è stato garantito che le indennità relative ai mesi di gennaio e febbraio saranno liquidate entro la fine della prossima settimana, fornendo una boccata d’ossigeno immediata a una fascia di lavoratori particolarmente fragile.
Ex LSU/LPU: più ore in busta paga e mobilità
Per quanto riguarda gli ex LSU/LPU già stabilizzati ma con contratti part-time, CGIL, CISL e UIL hanno chiesto il rispetto degli accordi del 2022. L’obiettivo è reinvestire le “economie di scala” (ovvero i risparmi derivanti dai pensionamenti) per aumentare il monte ore lavorativo.
La Regione si è impegnata a:
1. Verificare i fondi residui per destinarli all’integrazione oraria.
2. Valutare l’impiego di risorse aggiuntive legate a specifici “progetti obiettivo”.
3. Sostenere il superamento del blocco della mobilità per questi lavoratori.
Il nodo previdenziale alla Conferenza Stato-Regioni
Infine, il tavolo ha affrontato la questione dei buchi contributivi che affliggono i lavoratori precari da decenni. La proposta di recupero dei periodi non coperti sarà portata in sede di Conferenza Stato-Regioni per una valutazione normativa nazionale.
“Restiamo in campo — hanno dichiarato i segretari Veraldi, Lavia e Senese — finché l’ultimo precario calabrese non avrà ottenuto la dignità contrattuale che merita”.
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