Italcam San Paolo, ‘nell’intesa Usa-Argentina formaggio Asiago un nodo geopolitico’ – Business
“Il 5 febbraio, a Washington,
l’Argentina ha sottoscritto un accordo commerciale con gli Stati
Uniti che va ben oltre la riduzione di qualche dazio. L’intesa
prevede aperture tariffarie su numerosi prodotti, riconoscimento
di standard e procedure statunitensi senza nuove verifiche di
conformità, impegni sul digitale (niente dazi sulle trasmissioni
elettroniche), facilitazioni per carni e pollame americani e
cooperazione su beni dual use, infrastrutture di
telecomunicazione e minerali critici. Dentro quel testo, quasi
in una nota a margine ma politicamente esplosiva, c’è anche
l’impegno a non limitare l’uso di denominazioni considerate
generiche negli Usa, come l’Asiago”. Lo sottolinea il presidente
di Italcam San Paolo, Graziano Messana, in una nota.
“Non è un passaggio marginale, è un gesto regolatorio –
sottolinea Messana -. In concreto significa che un produttore
argentino potrebbe mettersi a fare un formaggio nella pampa e
chiamarlo ‘asiago’, senza aver mai visto l’altopiano veneto. Ma
Buenos Aires non agisce nel vuoto: è membro del Mercosur,
un’unione doganale che dovrebbe negoziare insieme le aperture
verso Paesi terzi. L’Argentina sostiene di muoversi dentro le
linee di eccezione consentite. Ma quando le eccezioni diventano
la regola, la regola smette di esistere”.
“Il silenzio europeo, in questo quadro, pesa più delle parole
– commenta il presidente di Italcam -. Dopo un quarto di secolo
Bruxelles ha concluso un accordo col Mercosur, ma lo ha lasciato
in anticamera, ostaggio di paure interne e lentezze politiche.
Mentre l’Europa rifletteva, Washington firmava. E in geopolitica
il tempo è una leva di potere”.
“Anche il Brasile di Luiz Inácio Lula da Silva osserva con
prudenza – aggiunge Messana -. Ha contenziosi tariffari aperti
con gli Stati Uniti e non vuole incendiare il Mercosur. Ma ogni
prudenza ha un costo. Se l’Argentina consolida un canale
preferenziale con Washington e si allinea ai suoi standard, il
gigante sudamericano rischia di trovarsi in un mercato regionale
sempre più fluido, dove ciascuno traccia la propria rotta”.
“L’accordo Usa-Argentina è borderline non solo rispetto ai
regolamenti del blocco, ma rispetto all’idea stessa di
integrazione regionale. Il vero problema per l’Europa non è che
domani sugli scaffali argentini compaia un “asiago” sudamericano
– osserva ancora il leader di Italcam -. Il problema è aver
lasciato campo libero. Nella competizione globale gli standard
sono trincee invisibili: chi le occupa per primo consolida il
terreno”.
“Non tutto è perduto – conclude Messana -. L’Unione può
ancora accelerare, ratificare, rendere operativo il proprio
accordo con il Mercosur e riaffermare il proprio modello
regolatorio. Ma deve capire che il tempo perso non è neutrale: è
spazio ceduto. E lo spazio, in economia internazionale come in
natura, non resta mai vuoto. Se qualcuno arretra di un passo,
qualcun altro avanza di due”.
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