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Onu: «Serviranno 7 anni per rimuovere i detriti a Gaza»

“Preoccupazione per la difficoltà della ricostruzione a Gaza” è stata espressa dal direttore del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp), Alexander De Croo, che al termine di una visita di tre giorni in Cisgiordania e a Gaza ha dichiarato di ”non aver mai visto niente di peggio”.

Il primo scoglio da superare secondo De Croo è la rimozione delle macerie. Il direttore dell’Undp stima che solo lo 0,5% dei detriti accumulati durante due anni di guerra tra Israele e Hamas sia stato rimosso. “Al ritmo attuale, ci vorranno sette anni per rimuovere tutti i detriti”, avverte De Croo. “Questi cumuli di cemento – ha sottolineato – non sono solo un ostacolo urbano; costituiscono anche un pericolo permanente per la salute e la sicurezza, in particolare a causa degli ordigni inesplosi che rimangono sepolti al loro interno”. Oggi, ha aggiunto “il 90% degli abitanti di Gaza vive in mezzo a queste macerie”, una situazione che rende illusoria qualsiasi stabilizzazione duratura.

Il funzionario delle Nazioni Unite ha aggiunto che la popolazione è costretta a sopravvivere in rifugi che “difficilmente potrebbero essere definiti tende, tanto sono rudimentali”. L’Undp ha approntato unità abitative temporanee, un compromesso tra alloggi di emergenza e ricostruzione sostenibile. Circa 500 unità sono già state installate e 4.000 sono pronte per essere dispiegate. Tuttavia, l’entità delle esigenze supera di gran lunga queste capacità. Sarebbero necessarie tra 200mila e 300mila unità aggiuntive semplicemente per garantire condizioni di vita meno precarie.

Inviato per Gaza Archi in Arabia Saudita ed Emirati

Una delegazione della Farnesina guidata dall’Inviato Speciale per l’Italia per la Ricostruzione di Gaza, Ambasciatore Bruno Archi, si è recata il 16 e 17 febbraio in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti, al fine di discutere possibili sinergie con i due Paesi mediorientali su progetti di ricostruzione e sviluppo nella Striscia di Gaza, anche alla luce della riunione inaugurale del Board of Peace (BoP), prevista domani 19 febbraio a Washington. Archi a Riad ha discusso con le autorità saudite il tema della formazione delle future forze dell’ordine palestinesi che saranno dispiegate a Gaza, citando il progetto pilota avviato dai Carabinieri italiani in Giordania, finalizzato all’addestramento di 50 poliziotti palestinesi. Negli Emirati l’Inviato Speciale ha poi riconosciuto il ruolo di primo piano di Abu Dhabi negli sforzi di ricostruzione nella Striscia, ribadendo la volontà italiana di fornire il proprio contributo durante le prossime fasi.

Durante la missione, l’Inviato Speciale ha infine ricordato l’impegno italiano in favore della popolazione palestinese attraverso l’iniziativa Food For Gaza, con cui l’Italia ha stanziato oltre 130 milioni di Euro, contribuendo a distribuire circa 2.400 tonnellate di aiuti alimentari, medicinali e beni essenziali.


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