Matera capitale della cultura del Mediterraneo 2026, cerimonia al cantiere-evento del Duni
Procede il progetto del “Cantiere-evento” al Duni di Matera per ospitare la cerimonia l’apertura da Capitale nel teatro, in pole per il progetto c’è la Fondazione Dioguardi di Bari
Più che un progetto, un iter ormai in una fase avanzata a cui mancherebbero solo i passaggi burocratici del caso.
A quanto pare infatti il 20 marzo, la cerimonia di apertura di Matera Capitale della Cultura del Mediterraneo e del Dialogo, si svolgerà nel cantiere ancora al lavoro all’interno del teatro Duni. Dando vita a una sperimentazione che Matera vedrebbe andare in scena per la prima volta ma che da tempo la Fondazione Dioguardi di Bari, a cui sarebbe stato affidato l’incarico, effettua non solo in Italia ma anche in Spagna e Francia.
I primi sopralluoghi si sarebbero già svolti circa un paio di settimane fa. L’idea avrebbe entusiasmato sindaco e assessore di riferimento. Sul luogo sarebbero già state effettuate anche visite delle autorità di riferimento e della Commissione di pubblico spettacolo. Passaggi che lascerebbero intendere una fase considerevolmente avanzata dell’iniziativa. Nel giorno che segnerà un altro passo storico per la città, chiamata a rappresentare le voci del Mediterraneo insieme alla città marocchina di Tetouan, nel luogo che sta tornando ad essere il teatro della città andrà in scena un vero e proprio esperimento che creerà un “cantiere nel cantiere” e ospiterà tra l’altro uno spazio, una lunga platea, che dovrebbe ospitare circa 600 persone, mentre l’orchestra si esibirà in un’altra area.
Il programma ufficiale dell’inaugurazione è ancora in fase di completamento e dunque potrebbe prevedere anche l’utilizzo di altre zone del cantiere (o anche altri siti), nel quale, molto probabilmente, si assisterà alla cerimonia dotati di ‘caschetti protettivi’ come accade in ogni area di lavoro che si rispetti.
AL DUNI LA CERIMONIA DI INAUGURAZIONE PER MATERA CAPITALE DELLA CULTURA MEDITERRANEA
Le attività per la conclusione del teatro, intanto, vanno avanti per fare in modo che la struttura progettata da Ettore Stella e conclusa nel 1949, torni al suo antico splendore entro quest’anno.
Interessanti le novità che caratterizzeranno la sua rinascita a cominciare, ad esempio, dal sistema di condizionamento (riscaldamento e aria condizionata. ndr.) interamente trasferito nella parte sottostante del teatro e dall’area esterna, un piccolo giardino, nel quale si potranno prevedere concerti all’aperto e iniziative per un pubblico più ristretto.
Il progetto, diretto dall’architetto Gigi Acito, prevede anche una “chicca” creata ad hoc nell’ambito dei lavori, ovvero gli spazi del sottotetto che potrebbero essere aperti a piccoli gruppi di studenti o di cittadini per visite di studio o di approfondimento.
Una prospettiva diversa da cui osservare dall’alto lo spazio interno del teatro, la sua struttura innovativa così come voluta da Stella, con una visuale totalmente insolita e inaspettata, possibile grazie a passerelle create ad hoc.
Negli spazi dedicati agli spettacoli dovrebbe esserci anche un’ascensore per gli artisti disabili, spazi adeguati per i camerini che doteranno il teatro di servizi adatti all’utilizzo.
La cerimonia del 20 marzo, dunque, non modifica in alcun modo il cronoprogramma in atto. Dal momento che la struttura sarà utilizzata solo per un giorno per l’happening che consegnerà Matera al suo anno da Capitale della Cultura Mediterranea e del dialogo. La scelta avrebbe. così, anche un valore simbolico in una fase in cui il dialogo fra Paesi del Mediterraneo si sta ricostruendo, pur tra enormi difficoltà, in una corta di “cantiere culturale, sociale e antropologico” che passa ancora una volta attraverso la città dei Sassi.
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