Basilicata

A Rombiolo scuole aperte con il maltempo, la sindaca: «Scelta ponderata»

La sindaca di Rombiolo Caterina Contartese replica alle accuse della minoranza consiliare: «Sono incoerenti»


ROMBIOLO – La sindaca Caterina Contartese in merito agli attacchi ricevuti dai “Democratici in Movimento” in riferimento alla decisione di tenere le scuole aperte malgrado l’allerta arancione passa al contrattacco.
«L’allerta arancione – specifica – non obbliga i sindaci alla chiusura delle scuole. È un dato, questo, che il capogruppo di opposizione (Davide De Rito, ndr) dovrebbe conoscere molto bene, anche perché quando sedevamo insieme nella Giunta Petrolo, in cinque anni le scuole furono chiuse solo tre volte in presenza di allerta arancione, senza che allora venissero sollevate obiezioni o polemiche. Forse oggi questo particolare viene dimenticato. Da premettere che le decisioni in materia di emergenze e protezione civile spettano agli enti competenti».

Il sindaco, pur non essendo un tecnico, “ha la facoltà di assumere decisioni valutando il territorio, le condizioni reali, l’intensità delle precipitazioni e l’eventuale presenza di criticità pregresse. Ed è esattamente ciò che è stato fatto, dopo attente valutazioni. In questo caso mi sono assunta la responsabilità di non sospendere le attività didattiche, per evitare disagi alle famiglie e per ribadire un principio fondamentale: il diritto allo studio è sacrosanto”.

LA SINDACA CATERINA CONTARTESE: “SBAGLIATO CHIUDERE LE SCUOLE AD OGNI ALLERTA METEO”

Tra allerte meteo, assemblee sindacali, uscite didattiche e sospensioni varie, «rischiamo di togliere ai nostri ragazzi continuità e stabilità. E senza istruzione non c’è futuro. Difendere con leggerezza la chiusura delle scuole a ogni allerta meteo significa, di fatto, non dare il giusto valore all’educazione e al futuro dei nostri giovani. Governare non vuol dire scegliere sempre la strada più semplice, ma assumersi responsabilità anche impopolari, quando si ritiene che siano nell’interesse della comunità».

IL PROBLEMA DELLA SICUREZZA NON RIGUARDA SOLO LE SCUOLE

Quindi, una riflessione: «Il problema della sicurezza non riguarda solo le scuole. Lo stesso rischio che, secondo la minoranza, correrebbero insegnanti e personale scolastico, lo affrontano anche i dipendenti degli uffici postali, i lavoratori del trasporto pubblico, i medici, gli infermieri e tutti i dipendenti pubblici e privati, commercianti che operano sul territorio. Cosa dovremmo fare, allora? Bloccare ogni attività, ogni servizio, ogni ufficio? Un sindaco che si assume le proprie responsabilità, che passa notti insonni per cercare di garantire sicurezza e diritto allo studio, non è incosciente. È un sindaco che governa».

Senza contare che «molti genitori mi scrivono chiedendo espressamente di lasciare aperte le scuole. Anche questa è una voce che merita ascolto e rispetto. La prevenzione è fondamentale, ma non può trasformarsi in automatismo né in strumento di polemica politica. Dovremmo tutti batterci per il diritto all’istruzione, per scuole aperte e sicure, e non fare politica sulla pelle dei ragazzi e delle famiglie. La sicurezza dei cittadini resta una priorità assoluta, ma lo è anche il futuro dei nostri figli. E quel futuro passa, prima di tutto, dalla scuola».


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