viaggio nell’ex Procura di Bari
Arredi, computer, ma soprattutto faldoni di documenti contenenti dati sensibili, alla mercè di tutti coloro che – oramai è una moda – si introducono di giorno o di notte, non importa, all’interno del palazzo sgomberato nel 2018 a causa della revoca dell’agibilità: siamo in via Nazariantz, benvenuti nella vecchia Procura di Bari. Le immagini che vi stiamo mostrando non sono girate da noi, ma da alcuni dei tanti ragazzi che, dopo essersi introdotti nella struttura, hanno postato i video su TikTok. Video diventati virali e che nei fatti hanno generato una nuova moda tra i più giovani che, incuranti del pericolo, si aggirano indisturbati nelle vecchie stanze della Procura. C’è chi riprende gli uffici, così completi negli arredi da sembrare ancora abitati, chi invece si spinge nelle celle o sul terrazzo, filmando tutto ciò che incontra. Video da centinaia di visualizzazioni che però, evidentemente, sfuggono a chi quel luogo dovrebbe invece renderlo inaccessibile. Ed ecco che, oltre a queste bravate giovanili, le stanze della vecchia Procura si trasformano in case di fortuna – probabilmente per tossicodipendenti, visto il numero di siringhe usate che troviamo nel percorso utilizzato per accedere oltre il recinto.
A dare l’allarme i due consiglieri di opposizione del primo municipio Luca Bratta e Pino Albore che, dopo diverse segnalazioni senza alcuna risposta, decidono di rivolgersi ai media. E mentre giriamo le nostre interviste notiamo alcune ombre che si muovono all’interno delle stanze: ci guardano dalle finestre del piano superiore, la struttura è abitata. I consiglieri chiedono che tutto venga messo in sicurezza, soprattutto in virtù del fatto che lì, a due passi, insiste una scuola, la Perone Levi, anche se attualmente vuota.




