Calabria

Cadaveri lungo le coste calabresi, la Flai Cgil: “Possibile tragedia con mille dispersi nel Mediterraneo”

Il ritrovamento di alcuni cadaveri lungo le coste calabresi, tra Scalea, Amantea, Paola e Tropea, riaccende l’allarme sulle rotte migratorie nel Mediterraneo centrale. A intervenire con una nota è la Flai Cgil di Cosenza, che richiama le preoccupazioni espresse a livello nazionale dal sindacato e dal segretario Giovanni Mininni.

Secondo quanto riportato nel comunicato, mentre i governi rivendicano un calo degli sbarchi, le testimonianze rilanciate da Mediterranea Saving Humans descriverebbero una realtà diversa. Nei giorni scorsi l’organizzazione ha diffuso dati secondo cui potrebbero essere circa mille i migranti dispersi nel Mediterraneo durante il passaggio del ciclone Harry.

Le ricostruzioni e il ciclone Harry

Le informazioni citate nella nota collegano la tragedia a otto imbarcazioni partite da Sfax, in Tunisia, tra il 14 e il 21 gennaio 2026, periodo in cui il Mediterraneo è stato investito da una violenta tempesta con mare molto agitato e raffiche di vento intense.

Vengono inoltre richiamate testimonianze raccolte da Refugees in Libia e Tunisia, che riferirebbero di diverse partenze avvenute a partire dal 15 gennaio da vari punti della costa tunisina.

“Una tragedia evitabile”

Secondo la Flai Cgil, ci si troverebbe di fronte a una delle più gravi tragedie degli ultimi anni lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Nel comunicato si parla di una catastrofe che sarebbe stata evitabile e che si inserirebbe in un contesto segnato dall’indebolimento della rete di salvataggio, in un mare reso sempre più pericoloso anche dagli effetti della crisi climatica.

La vicenda è ora al centro dell’attenzione pubblica, mentre proseguono gli accertamenti sui ritrovamenti avvenuti lungo le coste calabresi.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »