Ambiente

Mediobanca, sull’olio di oliva Italia in carenza produttiva e disavanzo commerciale – Business

L’olio d’oliva Made in Italy ha un
rilevante peso nel commercio internazionale: nel 2024 .

   
evidenzia un’analisi dell’area studi Mediobanca – l’Italia,
nonostante la storica carenza produttiva, è seconda sia per
esportazioni mondiali, con 2,8 miliardi di euro dopo la Spagna
(5,1 miliardi) e prima del Portogallo (1,5 miliardi), che per
importazioni con 2,9 miliardi, dopo gli Stati Uniti (3 miliardi)
e prima della Spagna (1,4 miliardi). Metà dell’export italiano
di olio d’oliva – segnalano gli analisti Mediobanca – si
concentra in tre Paesi: Stati Uniti (32,2% dei quantitativi
complessivi nel 2024), Germania (14%) e Francia (6,8%). Mentre
l’olio importato proviene principalmente da Spagna (56,8%),
Grecia (17,5%) e Tunisia (14%).

   
La bilancia commerciale italiana, sottolinea l’analisi
Mediobanca, è in disavanzo strutturale: nel biennio 2022-2023 il
deficit è
stato più ampio (rispettivamente -331 milioni di euro e -278
milioni) rispetto alla media dal 1991 (-171 milioni di euro);
nel 2024 il divario si è ridotto (-19 milioni). E la produzione
interna (300mila tonnellate attese per il 2025-26, +21% sul
2024-25) non riesce a sostenere i consumi (470mila tonnellate)
rendendo necessario il ricorso a importazioni (570,9mila
tonnellate) che superano le vendite all’estero (371mila nel
2025-26).

   
Buona la performance dell’industria dell’olio d’oliva
italiana: le vendite dei maggiori produttori italiani di olio
d’oliva sono cresciute ad un tasso medio annuo del 7%, più del
resto del settore alimentare (CAGR +4,4%) e quasi il doppio
della manifattura (+3,9%). Incisivo l’export: in crescita del 9%
medio annuo tra il 2015- 2024; +6,9% l’alimentare e +4,3% la
manifattura. All’estero va il 35,4% del giro d’affari (+5,4
punti percentuali sul 2015); meglio solo i produttori di bevande
(39,1%, +2,4 punti).

   

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