Sempre meno oliveti in Italia, -7,1% la superficie agricola coltivata in dieci anni – Mondo Agricolo
Dal 2014 al 2024 la Sau (Superficie
Agricola Utilizzata) nazionale destinata alla coltivazione di
olivi si è ridotta del 7,1%, segnala l’indagine sull’industria
dell’olio d’oliva in Italia pubblicata oggi dall’Area Studi
Mediobanca. In questo trend decennale di abbandono
dell’olivicoltura spicca la Calabria (30,4% della Sau ragionale,
-6,7% sul 2014), seguita dalla Puglia (27,3% della Sau, -2,7%).
In crescita del 32,4% la Sau coltivata con olivi della
Lombardia, che tuttavia incide poco sul totale regionale (0,3%).
La Puglia è la prima regione italiana per produzione di olio
d’oliva con il 45,1% del totale nazionale. Completano il podio
tricolore
la Sicilia (10,7%) e la Calabria (10,3%); seguono Toscana (8,3%)
e Lazio (6,8%).
La campagna olivicola 2024-25 segna inversione di marcia per
l’olio d’oliva: dopo due anni di “scarica”, la produzione
mondiale di olio d’oliva ha toccato il massimo storico di 3,6
milioni di tonnellate (+38% sul 2023-24). In aumento i
quantitativi di tutti i principali produttori: Spagna (+51%,
leader mondiale con
il 36,1% del totale), Turchia (+109,3%, 12,6%), Tunisia (+54,5%,
9,5%) e Grecia (+42,9%, 7%). In controtendenza l’Italia (-31,8%)
che ha dimezzato il proprio peso sulla produzione mondiale
dal 12,7% del 2023-24 al 6,3% del 2024-25.
La scarsità dell’offerta italiana, evidenzia ancora l’analisi
Mediobanca, continua ad incidere sui prezzi dell’Evo nazionale,
più elevati rispetto ai maggiori mercati mondiali. Da inizio
2024 a inizio 2025, dimezzati l’Evo spagnolo (Jaén) e greco
(Chania): i primi da 8,8 a 4,1 €/Kg, i secondi da 8,3 a 4,2
€/kg. Sempre al di sopra dei 9 €/kg le quotazioni dell’EVO
italiano (Bari) prima del calo di novembre 2025 che ha segnato
7,58 €/Kg, pari a 1,5 volte quello greco (5,05 €/Kg), 1,7 volte
l’Evo spagnolo (4,54 €/Kg) e 2,1 volte quello tunisino (3,68
€/kg). In ripresa nel 2024-25 anche i consumi (+15,3% sul
2023-24) che hanno superato i 3,2 milioni di tonnellate. In
aumento del 14,3% sul 2023-24 la Spagna (14,3% dei consumi
mondiali), +8% gli Usa (12,4%); in calo del 4% i consumi di olio
d’oliva in Italia che si attesta in terza posizione con una
quota sui quantitativi totali del 12,3%.
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