Marche

il medico pediatra ritrova lavoro da Eurolex e anche la speranza


PESARO Trova lavoro e ritrova la speranza. Un nuovo inizio per Jerome Sulubani, il 72enne pediatra congolese che riassume il viaggio straordinario della sua vita in pochi ma significativi versi: «Quando ti senti perso, ricorda che il Signore è sempre con noi». Questa è la storia di un’odissea a lieto fine che per primo ha raccontato lo scrittore e giornalista Roberto Mazzoli su “Avvenire”. Inizia nel 1953 nella Repubblica Democratica del Congo, da dove Jerome proviene e dove sviluppa una passione per la medicina che lo porta in Italia nel 1973.

 

Gli studi

Dopo anni di studi e sacrifici, consegue la laurea con il massimo dei voti a “La Sapienza” di Roma e si specializza in pediatria nel 1983, lo stesso anno in cui conosce Anna Maria Serafini di Cagli, che diventerà sua moglie. Ma per sposarla deve tornare in Congo, non avendo la cittadinanza italiana che otterrà solo anni dopo, e per questo motivo è costretto ad una vita da pendolare dalla sua terra d’origine verso quella che lo ha solo parzialmente adottato e dove diventa padre di tre figli concepiti con sua moglie Anna Maria: Jonathan, Jennifer e Michael. Grazie alle sue qualità prosegue la sua professione medica in Africa in diversi ospedali, riceve numerosi riconoscimenti e tiene conferenze in Usa e in Inghilterra, costruendosi una carriera di prestigio.

I momenti bui

Tuttavia, la vita gli ha riservato momenti bui: la perdita improvvisa della moglie nel 2019 e, dopo una breve storia lavorativa all’ospedale di Urbino dove era stato assunto, è costretto alla pensione nel 2023 cui segue una difficile situazione economica: «Mi sentivo abbandonato in un Paese che chiamavo casa, ma senza alcun aiuto», confessa. In sostanza Jerome era stato messo a riposo per raggiunti limiti di età. Ma non aveva diritto alla pensione o all’assegno sociale. Una situazione paradossale. E nel frattempo anche i risparmi che aveva messo da parte sono finiti. Ma la sua storia ha toccato il cuore di molti e anche dei rappresentanti di Eurolex, un’impresa sociale e di servizi che gravita attorno al terzo settore e che si occupa del percorso di accoglienza e formazione di migranti. Così le strade di Jerome e di Eurolex si sono incrociate. Il medico è stato contattato attraverso la Caritas di Fano e, una volta ascoltata la sua storia, l’azienda ha deciso di assumerlo lo scorso ottobre come direttore di una delle loro strutture, i Cas, i Centri di accoglienza straordinaria coordinati da Musli Alievski.

«Quando abbiamo letto dell’incredibile percorso di Jerome, ci siamo sentiti subito colpiti – spiega la rappresentante dell’azienda Maria Cristina Cecchini-. Aveva le competenze e la passione per lavorare con i più vulnerabili, e abbiamo pensato che fosse giusto offrirgli un’opportunità, ma va anche detto – ha aggiunto – che abbiamo colto un’opportunità perché abbiamo trovato un professionista in grado di dare valore al gruppo dei nostri dipendenti. Noi abbiamo 90 dipendenti, circa 50 stranieri e lo abbiamo inserito in una struttura dove può trovarsi a suo agio viste le sue competenze e qualità».

La complessità

La struttura a cui è stato assegnato, infatti, ospita 34 minori, di cui alcuni non accompagnati, e 18 genitori, in gran parte donne. Si tratta di una struttura di una certa complessità e delicatezza dove Jerome in qualità di direttore ha l’opportunità di lavorare con minori stranieri e accompagnarli nel loro percorso di integrazione.

«Mi sento di nuovo utile, come un tempo», racconta il pediatra, esprimendo la felicità di poter insegnare italiano ai ragazzi e offrire consulenze mediche. La sua esperienza professionale e il suo background personale si intrecciano, e riescono a creare un ambiente di ascolto e supporto per i minori ospitati, dimostrando che, anche nei momenti più bui, è possibile trovare una nuova luce e una nuova direzione. «La mia speranza è di continuare a dare qualcosa di buono a questo mondo», conclude.




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