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Tensioni tra occupanti abusivi, appiccato fuoco in condominio Ater di Chirignago: 21 in ospedale

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Nella notte tra lunedì e martedì un incendio doloso ha scosso Mestre, provocando il ferimento di 21 persone, tra cui 10 bambini, e riportando l’attenzione sulle tensioni che attraversano alcuni complessi di edilizia popolare della terraferma veneziana. Il rogo, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe stato appiccato da un uomo italiano di origini rom che viveva abusivamente nello stabile. Alla base dell’episodio ci sarebbe una lunga faida tra occupanti irregolari, degenerata fino a sfociare nella violenza.

I fatti hanno avuto inizio intorno alle 22.30, quando gli abitanti della palazzina Ater di via Fratelli Cavanis, nel quartiere popolare noto come “Circus” a Chirignago, sono stati svegliati da urla, vetri infranti e colpi contro pareti e garage. Da mesi, raccontano alcuni residenti, i rapporti tra due famiglie erano diventati sempre più tesi. Da una parte il ventenne poi arrestato, residente al piano terra; dall’altra un padre di famiglia albanese che occupava un appartamento al primo piano con la sua famiglia.

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Secondo diverse testimonianze, la tensione era cresciuta negli ultimi giorni attraverso una serie di episodi intimidatori: prima l’incendio di una motocicletta, poi danni alle automobili e una finestra distrutta. Segnali che lasciavano presagire un’escalation. «Litigavano da mesi», ha riferito una vicina, spiegando che l’uomo non avrebbe mai accettato l’occupazione dell’alloggio da parte della famiglia rivale.

La situazione è precipitata quando alcune taniche di benzina sarebbero state rovesciate davanti alla porta dell’appartamento della famiglia albanese. Poco dopo, una scintilla avrebbe innescato l’incendio, generando un’esplosione che ha fatto tremare l’intero condominio. Una palla di fuoco ha rapidamente invaso il vano scale della palazzina, composta da dieci alloggi, poco meno della metà dei quali risulterebbero occupati abusivamente.

Il fumo, denso e soffocante, si è propagato in pochi istanti lungo tutta la struttura, intrappolando molti residenti nelle loro abitazioni. Alcuni abitanti del quartiere hanno descritto attimi di panico mentre la scala veniva saturata da un odore acre di carburante bruciato.

La lite, secondo quanto emerso, avrebbe coinvolto un nucleo di origine serba e uno albanese. Offese, minacce e persino un coltello avrebbero preceduto l’incendio. Il presunto responsabile sarebbe stato fermato dalla polizia dopo essere stato visto impugnare un’arma e averla conficcata contro la lamiera della porta di un garage, rimasta squarciata. Non avrebbe agito da solo: alcuni testimoni parlano di cinque o sei complici che lo avrebbero aiutato a trasportare le taniche fino all’ingresso dell’appartamento preso di mira.

Il capofamiglia trentenne albanese ha raccontato di aver già denunciato in passato episodi intimidatori. Mostrando il motociclo carbonizzato nel garage, ha spiegato di temere per la sicurezza della propria famiglia. Durante l’incendio, ha cercato di contenere le fiamme dall’interno dell’abitazione lanciando secchiate d’acqua contro la porta, mentre la madre sarebbe svenuta a causa del fumo.

I vigili del fuoco intervenuti nell'incendio di questa notte
I vigili del fuoco intervenuti nell’incendio

Le richieste di aiuto hanno fatto scattare una massiccia macchina dei soccorsi. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco con tre autopompe serbatoio, un’autoscala, un’autobotte pompa, il carro aria e il funzionario di guardia. Le squadre hanno circoscritto l’incendio e spento le fiamme, che avevano coinvolto anche materiali presenti sul pianerottolo, evitando conseguenze ancora più gravi.

In via precauzionale l’intero edificio è stato evacuato. I pompieri, affiancati da polizia e militari, hanno tratto in salvo bambini, donne in gravidanza e anziani, molti dei quali impossibilitati a lasciare autonomamente gli appartamenti a causa del fumo. Diciotto persone, tra cui nove minori, sono state accompagnate in ospedale per accertamenti dopo aver inalato sostanze tossiche; il bilancio complessivo dei feriti è poi salito a 21. Nessuno, fortunatamente, risulterebbe in pericolo di vita.

Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza si sono concluse intorno alle 3.30 del mattino. L’area è stata successivamente posta sotto sequestro per consentire i rilievi tecnici e chiarire con esattezza la dinamica dell’accaduto. La polizia sta ora lavorando per accertare eventuali responsabilità aggiuntive e verificare il coinvolgimento dei presunti complici.

L’episodio riaccende i riflettori su una realtà complessa, quella delle occupazioni abusive e delle tensioni interne ad alcuni complessi di edilizia pubblica. Nel quartiere, descritto da alcuni residenti come una sorta di anfiteatro di palazzine popolari, la convivenza sarebbe da tempo segnata da contrasti tra gruppi diversi, in una “guerra” sotterranea che talvolta sfocia in atti vandalici e intimidazioni.

Molti abitanti parlano di una tragedia sfiorata anche se annunciata. Se l’incendio si fosse propagato ulteriormente, il bilancio avrebbe potuto essere ben più grave. Le autorità proseguono le indagini per ricostruire l’intera catena degli eventi. Nel frattempo resta lo shock tra i residenti, molti dei quali hanno trascorso la notte fuori casa, mentre l’incendio di Chirignago lascia dietro di sé molti interrogativi sulla gestione degli alloggi popolari e sulle occupazioni abusive.


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