Umbria

Barone nella giungla: «Poi fiume remoto del Brasile con zattera che costruirò lì»

Risalgono a un paio di giorni fa le ultime notizie di Lorenzo Barone, l’esploratore umbro di San Gemini che, dopo aver attraversato l’Atlantico in solitaria con una barca a remi, sta uscendo dalla Guayana francese in bicicletta. Circa un migliaio i km fin qui pedalati nel continente sudamericano dal 28enne umbro, che sulle gambe ha già decine di migliaia di km percorsi praticamente in tutto il mondo. Per lui questa fase del progetto Dust è «per ora forse la fase più bella e emozionante, tra piccoli villaggi isolati e la natura selvaggia».

Il viaggio di Barone, come lui stesso ha raccontato, «procede prevalentemente su piste sterrate in mezzo alla giunga della Guyana», che sono «in gran parte assenti sulle mappe e visibili solo dalle immagini satellitari». Barone ha quindi spiegato che gli è stato possibile caricare un video sui social per fornire un aggiornamento, perché il 16 febbraio era «ospite nella base dei cercatori d’oro, che hanno la connessione internet».

Il viaggio in bici dell’esploratore umbro, però, è solo all’inizio. Barone, che è nel pieno della terza tappa del progetto Dust. Il 28enne di San Gemini deve infatti raggiungere il confine brasiliano, per poi proseguire su un corso d’acqua. Come era in parte già emerso al suo arrivo in Guayana dopo la traversata dell’Atlantico, Barone nelle ultime ore ha confermato ufficialmente il cambio di programma: «Tra pochi giorni dovrei raggiungere il confine con il Brasile dove tenterò di seguire un fiume veramente remoto, probabilmente con una zattera che costruirò sul posto, evitando così i grandi fiumi principali come il Rio Negro a causa della criminalità».

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