Calabria, il decreto dopo i danni del maltempo: attesi incentivi e uno stop ai tributi
È il mercoledì del Consiglio dei ministri. All’ordine del giorno della riunione in programma Palazzo Chigi c’è l’approvazione del decreto legge finalizzato ad erogare ulteriori risorse – rispetto a quelle esigue stanziate recentemente – per fronteggiare i danni prodotti dal ciclone “Harry”. Non è escluso che sempre nella stessa seduta si proceda al riconoscimento – per come richiesto formalmente dalla Regione Calabria – dello stato d’emergenza nazionale anche per quanto riguarda l’ultima ondata di maltempo che ha messo in ginocchio la Sibaritide e buona parte del litorale tirrenico.
Il decreto, come ha avuto modo di chiarire la premier Giorgia Meloni l’altro ieri durante una visita-lampo a Niscemi, affronta complessivamente le conseguenze dell’alluvione che ha investito Sicilia, Sardegna e Calabria. Per le tre regioni sono previste «diverse centinaia di milioni di euro per il ripristino della rete infrastrutturale e dei servizi», indennizzi per le attività economiche – con particolare attenzione al settore agricolo – sospensione dei tributi con pagamento posticipato a ottobre e ammortizzatori sociali sia per lavoratori dipendenti che autonomi. I Ministeri coinvolti hanno già messo a disposizione 170 milioni per i vari comparti interessati.
Intanto a livello regionale monta la polemica sui fondi inutilizzati nel corso degli ultimi anni sul fronte della prevenzione e dell’argine al dissesto idrogeologico. «Agire in difesa e anzitempo – afferma Rosellina Madeo, consigliera regionale del Pd – non è il metodo adoperato da questo governo regionale di centrodestra che, in merito al dissesto idrogeologico così come in molti altri ambiti, è più bravo a declinare i verbi al futuro piuttosto che a fare i fatti nel presente.
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