Italia bersaglio perfetto delle truffe sui social: 433 milioni di euro generati nel 2025
Nel 2025, 1 annuncio su 10 mostrato sui social in Europa è una truffa. Non è una percezione né un caso isolato: secondo il nuovo white paper di Juniper Research, parliamo di quasi 1 trilione di annunci fraudolenti visualizzati in un solo anno e di miliardi di euro che finiscono nelle casse delle piattaforme.
Il dato più scomodo è proprio questo: mentre gli utenti vengono esposti a oltre 190 annunci truffaldini al mese, le aziende che gestiscono i social continuano a generare ricavi anche da quei contenuti. Guardiamo i numeri nel dettaglio, perché raccontano una storia che va oltre la semplice sicurezza online.

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Social pieni di truffe: perché non è un “problema marginale”
Nel 2025, agli utenti europei sono stati mostrati 993 miliardi di annunci truffaldini sui social. Questo significa che il 10% di tutte le impression pubblicitarie sulle principali piattaforme in Europa è riconducibile a contenuti fraudolenti.
Oltre la metà della popolazione europea sopra i 15 anni usa i social ogni mese, pari a circa 437 milioni di persone.
In questo contesto, l’utente medio si imbatte in oltre 190 annunci scam al mese, una cifra che secondo le stime potrebbe salire a 250 entro il 2030 se il trend attuale non cambia.
La crescita non riguarda solo il numero di annunci, ma anche il volume complessivo: Juniper Research stima che entro il 2030 le impression di annunci truffa supereranno 1,4 trilioni in Europa. In altre parole, non parliamo di episodi isolati, ma di una componente strutturale dell’ecosistema pubblicitario digitale.

Miliardi guadagnati anche dalle frodi
Nel 2025 le piattaforme social hanno generato circa 3,8 miliardi di sterline, pari a 4,4 miliardi di euro, da annunci fraudolenti mostrati agli utenti europei. In pratica, il 10% dei ricavi pubblicitari social in Europa deriva da contenuti truffaldini.
Il report evidenzia un conflitto di interessi strutturale: le piattaforme incassano da tutti gli annunci pubblicati, indipendentemente dalla loro autenticità. Bloccare in modo sistematico gli inserzionisti fraudolenti significherebbe ridurre una quota di fatturato che oggi pesa miliardi.
Le stime indicano che, se non cambierà l’approccio attuale, entro il 2030 i ricavi generati dagli annunci truffa potrebbero superare 10 miliardi di euro, mentre il mercato pubblicitario social europeo nel complesso crescerà da 44 miliardi di euro nel 2025 a 98 miliardi nel 2030.
In questo scenario, la gestione delle frodi non è solo un tema tecnico, ma una scelta economica e strategica.

L’Italia nel mirino: 433 milioni di euro generati dalle truffe
Nel 2025 le piattaforme social hanno generato 433 milioni di euro da annunci fraudolenti che prendevano di mira utenti italiani. Il mercato italiano rappresenta quasi il 15% del totale europeo dei ricavi legati agli scam ads, una delle quote più elevate insieme a Repubblica Ceca e Bulgaria.
In termini di volumi, l’Italia rientra tra i Paesi con il maggior numero di impression di annunci truffaldini nel 2025. Il report inserisce il nostro Paese tra i mercati europei più esposti, in un contesto in cui la presenza delle frodi pubblicitarie è diffusa in tutta l’Unione.
L’Italia non è insomma un mercato marginale per chi investe in pubblicità fraudolenta. All’interno dell’ecosistema social europeo, il nostro Paese pesa in modo significativo sia per volume sia per valore economico. In parole povere siamo tra vittime designate e nulla lascia pensare che nel prossimo futuro le cose andranno meglio.

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