Merano: dopo la stretta sugli affittacamere, scatta lo stop ai nuovi alberghi – Merano
MERANO. Tre ore di dibattito si sono tradotte per il parlamentino della Svp in un compromesso tra il limite ai posti letto turistici voluto dall’ex assessore provinciale Arnold Schuler e la proroga promossa dal suo successore Luis Walcher. «Ho votato anch’io la soluzione di compromesso. Ora bisognerà assicurarsi che la lista dei comuni strutturalmente deboli, per i quali esiste un contingente provinciale di 1000 posti letto, sia redatta in modo restrittivo», dichiara la sindaca di Merano Katharina Zeller, più prossima alla linea di Schuler, «Attenzione però a pensare che il turismo si fermi al territorio comunale. Noi per esempio siamo circondati da realtà i cui posti letto turistici pesano sulla nostra città». La sindaca rilancia: «No a nuovi alberghi. Piuttosto, tuteliamo quelli esistenti, permettendo loro un minimo di possibilità di sviluppo sostenibile e controllato».
Gli alberghi
L’unica zona definita dal Puc dove ancora potrebbe essere realizzato qualcosa è in via Castagni. Nel maggio del 2024, il consiglio comunale ha adottato una modifica del Puc proposta dall’azienda vitivinicola Castello Rametz srl che ha stralciato la limitazione al numero delle strutture alloggiative in quell’area. «Allo stato attuale, potrebbe esservi realizzata una volumetria di 20mila metri cubi su una superficie di 8mila metri quadrati. Ma sarebbe necessario un piano di attuazione, e ad oggi non risultano progetti presentati», osserva Katharina Zeller. Tanto più che oggi le strutture alberghiere «tendono a lasciare Merano», prosegue, «benché i posti letto che si creano nei dintorni portino gli importi dell’imposta di soggiorno nelle casse di altri Comuni, mentre a noi resta il carico su traffico e servizi, dato che poi i turisti che pernottano altrove vengono in città in giornata».
I posti letto di Merano
Del contingente di 7mila posti letto distribuiti in tutta la provincia, Merano ne ha ricevuti 296 in 10 anni. A mano a mano, in base al regolamento che definisce a quali categorie destinarli (cioè soprattutto agli alberghi), la giunta stabilisce il contingente numerico annuo per ciascuna categoria (per il 2026 sono 40 posti letto, di cui 36 per pubblici esercizi e 4 per agriturismi, mentre per il 2027 sono 30, di cui 26 per pubblici esercizi e 4 per agriturismi).La sindaca segue una direttrice: zero letti per gli affittacamere turistici, «perché pesano sul mercato degli affitti per residenti». Spiega che «al momento le richieste sono pochissime, ma prima è stata fatta molta pressione: ogni giorno gli uffici venivano contattati da cinque o sei persone». Se poi un affittacamere chiude, quei suoi posti letto “liberati” tornano nella disponibilità del Comune per essere riassegnati ad attività dello stesso tipo, «ma noi non li concediamo», rimarca la sindaca. Passato un anno dalla “riconsegna”, quei posti possono essere destinati ad alberghi o agriturismi. S.M.




