NUVOLE DI CHINA – Torna “One piece”, tutti all’arrembaggio della seconda stagione
C’è fermento tra gli appassionati di manga ed è giustificato. Il 10 marzo arriverà su Netflix la seconda stagione di ciò che si è rivelato, l’anno scorso, un piccolo miracolo artistico: la serie live action di One Piece, tratta dal fumetto frutto del genio del maestro Eiichiro Oda e, attualmente, opera legata all’arte sequenziale più venduta al mondo.
La prima stagione è stato un piccolo miracolo perché trasporre il linguaggio fumetto in linguaggio cinematografico è arte complessa, quasi impossibile. Diversi i meccanismi narrativi, diverse le prerogative della nona arte, il fumetto, rispetto alla settima, il cinema, diverso il ritmo del racconto tra immagine di carta e di pellicola.
Eppure, con lo stesso stupore sorpreso di un Gene Wilder in Frankenstein Junior, i fans di tutto il mondo hanno gridato all’unisono “SI. PUO’. FARE”. E se si può fare si può anche, presumibilmente, rifare. Questo secondo capitolo per il piccolo schermo del manga pubblicato in Italia da Star Comics, dovrebbe contenere la parte iniziale della “Saga della Rotta Maggiore” (Grand Line), partendo presumibilmente dall’arco narrativo di Loguetown e arrivando almeno fino all’arco dell’Isola di Drum (Drum Island).
Nel corso di questa stagione appariranno ben tre nuovi membri della ciurma di Cappello di Paglia (Vivi Nefertari, TonyTony Chopper e Nico Robin), dato che la serie adatterà i capitoli dal 96 fino al 154 del manga, sempre considerando che attualmente il fumetto è giunto al capitolo 1174. È vero che uno dei fotogrammi del trailer che vi proponiamo contiene una immagine di una lontra in pigiama con gli occhiali da sole che spara con una mitragliatrice a bordo di un avvoltoio, circostanza che neppure nelle più sfrenate sperimentazione cinematografiche dei Monty Python saremmo riusciti ad immaginare, ma One Piece resta un prodotto narrativo con più piani di lettura, compresi alcuni particolarmente profondi e pregnanti.
Un inno all’amicizia, sicuramente, ma anche un racconto di una lotta senza quartiere al potere becero e classista, come il proseguo della storia racconterà. L’opera di Oda è oggi un catalizzatore positivo, un inno alla libertà e all’avventura, ai valori della fratellanza e del rispetto reciproco, contro ogni forma di sopruso. C’è un importante pezzetto di Italia nella live-action serie. Il tutto parte da Loguetown, conosciuta come la “Città dell’Inizio e della Fine”, località fondamentale nell’universo di One Piece, fungendo da ponte tra il Mare Orientale (East Blue) e la Grand Line. È l’ultima tappa significativa prima di entrare nella pericolosa rotta principale ed è famosa per essere il luogo di nascita ed esecuzione di Gol D. Roger, il Re dei Pirati, figura chiave di tutto il racconto.
Ebbene, il porto di Loguetown che si vede nella serie tv è stato costruito partendo da una scogliera a picco sul mare e da edifici color pastello riconducibili alla penisola Sorrentina, e nello specifico alla zona di Marina Grande di Sorrento, tanto che si intravede anche il mitico Hotel Tramontano. Gol D. Roger è stato quindi giustiziato a Sorrento? Non resta che godersi questa nuova stagione in live action di un manga che ha saputo emozionare e conquistare milioni di spettatori. All’arrembaggio!
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