Casilino 23. Storia di una Comunità -3- La cooperativa edilizia “Deposito Locomotive Roma S. Lorenzo”
Guardando il logo della cooperativa edilizia Deposito Locomotive Roma San Lorenzo con sede al Casilino 23 in via Francesco Ferraironi, 88/H (ma, in origine, era in via Alceste Trionfi, 25), con la foto di una copertina del periodico di informazione “Noi, Soci”, si evince che i fondatori erano ferrovieri, macchinisti, operai e tecnici delle FS (Ferrovie dello Stato), in particolare del Deposito delle locomotive a San Lorenzo, storico quartiere di Roma, situato tra le stazioni Termini e Tiburtina.
Logo della Cooperativa Edilizia, con sede a Via Ferraironi, ma, in origine, in Via Alceste Trionfi
All’origine della Cooperativa Deposito Locomotive Roma San Lorenzo

Siamo nel 1964. Il 4 febbraio, con atto del notaio Italo Gazzilli, repertorio 30334, registrato il 14 febbraio, i Signori Mario Colasanti, Vittorio Cortesi, Maria Antonia Fortuna, Marcello Graziosi, Febo Ravarino, Sergio Ruffo, Sosio Saccocci, Renzo Turolla, Romano Zani, costituiscono la Cooperativa.
L’Italia inizia a crescere nella produzione industriale a livello di massa (con il “boom” economico), nei servizi e nella consapevolezza che, dopo il fascismo e la guerra, occorreva ricostruire il Paese, rafforzare la democrazia e la partecipazione dei lavoratori e dei cittadini dopo le macerie e la miseria di una società ancora contadina.
Le maestranze ferroviarie avevano già dimostrato una forte dose di sindacalizzazione e di coscienza politica; tra i lavoratori predominava la cultura della sinistra PCI e PSI, intanto ribellandosi al regime fascista per liberare l’Italia.
Dopo la Liberazione e con la ricostruzione i nostri ferrovieri si rimboccarono le maniche per offrire ad altri ferrovieri una occasione di co-gestione nella realizzazione di case in solidarietà.

La Cooperativa, alla fine del suo lungo percorso di decenni, in tutto edificò ben 1600, con 1200 soci circa.
Al Casilino 23 realizzò ben 184 appartamenti, in via Alceste Trionfi e via Oberdan Petrini, bonificando ed urbanizzando l’area che vedeva la presenza di baracche, stradine sterrate (Via di Villa Cellere e Vicolo di Villa Cellere, quest’ultimo soppresso dal 1954) e aree abbandonate.
Appartamenti furono consegnati il 1 Maggio del 1980, con una Festa del Lavoro nel cantiere, ancora con le luci e acqua dello stesso.

La Cooperativa nacque, come ricordato, nell’ anno 1964 nel clima di speranze suscitate dai programmi finanziati dalla Gescal e alla legge 167 del 1962 del PEEP (Piano per l’Edilizia Economica e Popolare), grazie al contributo di un nucleo di ferrovieri che lavoravano nel popolare quartiere di San Lorenzo, presso l’impianto FS locomotive.
È un nostro dovere morale e di riconoscenza professionale fare l’elenco dei Presidenti della Cooperativa succedutosi: Febo Ravarino (1964-65); Marcello Graziosi (1965-72); Ennio Assetta (1972-75); Marcello Graziosi (1975-76); Alberto Rocchi (1976-86); Norberto D’Alessandro (1987-2012); Santino Dei Giudici (2012-2015).
La Cooperativa poi si sciolse per problemi finanziari e fu sottoposta a liquidazione coatta nel 2014. Su questa questione fallimentare ci mise gli occhi interessati il famigerato Buzzi, quello della inchiesta “mafia capitale”. Anche l’ultimo presidente fu coinvolto in questa brutta storia, messo ai domiciliari dai magistrati con misure cautelari.
Il contributo della Cooperativa
La storia della Cooperativa, ricorda le vicende di pionieri, di uomini e donne di buona volontà.
In una intervista ad Alberto Rocchi, allora Presidente della Cooperativa, a “Noi, Soci”, si dispiegano i primi problemi:
“Si demoliscono le baracche del borghetto di Villa Cellere, che sorgevano sul terreno dove dovevamo costruire le nostre case. Giornate memorabili. Dopo mesi di trattative col Comune eravamo al punto che si erano trovate le case per alloggiare le famiglie che abitavano in quelle baracche, ma il Comune non aveva i fondi per farli traslocare e quindi i nostri Soci rischiavano di mandare in fumo il loro sogno; intanto il fermo cantiere faceva lievitare i costi di costruzione. I ferrovieri, allora, si accollarono i costi del trasloco (50 milioni di lire dei costi dei camion e altro), facendo pure i facchini”.

C’era da bonificare l’area del terreno da edificare, si demolirono baracche e resti di muri nei pressi di Via e ex Vicolo (cancellato dalla toponomastica nel 1954) di Villa Cellere, stradine sterrate che sbucavano a Via Casilina, diventate poi l’attuale Via Alceste Trionfi, traversa di Via Francesco Ferraironi, una parallela di Viale della Primavera.
Gli edifici consegnati il 1 maggio 1980 erano costruiti su un terreno pubblico comunale, poi acquistato dagli stessi Soci cooperativisti, e realizzati dalla impresa milanese: Codelfa, utilizzando i pannelli di cemento armato, più economici e più veloci da montare e da assemblare.
I Soci beneficiarono di un mutuo agevolato al quasi 4% dell’Ente Ferrovia dello Stato, secondo la legge 605 del 1966 (“Programma decennale di provvidenze finanziarie per la costruzione e l’acquisto di case per i ferrovieri”) per realizzare il sogno di una casa di proprietà. Il nostro appartamento di Socio originario è costato, per dare una idea: quasi 36 milioni di lire, al prezzo 1986. Finimmo di pagare il mutuo nel dicembre 2004.





La cura del sociale nella cooperativa

Vale la pena dire due parole sulla storia di questa copertina: è utile perché introduce un capitolo decisivo che caratterizza la storia stessa della Cooperativa Edilizia: quello della cura del Sociale, dell’interesse verso l’ambiente e le comunità che si inverano attorno al concetto di abitare.
L’idea dell’evento di “Giraroma in Treno”, una manifestazione che voleva promuovere l’obiettivo del completamento a nord dell’anello ferroviario (una sorta di GRA su ferro) è nata infatti dal socio Nicola Capozza, nello stesso tempo attivo anche nel Dlf Roma.
La copertina pubblica i tre “manifesti pubblicitari più slogan” (questo era richiesto nel bando) del concorso a premi ai migliori disegni e slogan presso le scuole, che una giuria composta dal giornalista tv: Tito Cortese, assegnò, per le scuole elementari, al primo e secondo premio (scuola di Via Ferraironi), e al terzo premio (scuola: Emilio Salgari di Casal de’ Pazzi). Premi in denaro di 500 mila lire, 350 mila e 200 mila, rispettivamente. Per le scuole medie, il terzo premio fu assegnato alla scuola” Francesco Baracca” di Via Guattari. Furono consegnati ben 400 lavori delle scuole, i migliori dei quali (65) furono esposti con una mostra presso gli interni della stazione FS Tiburtina.

“Giraroma in Treno”
Maggio 1990. La premiazione sul barcone sul Tevere del Dopolavoro Ferroviario di Roma dei lavori grafici del Concorso “Giraroma in Treno” da una idea nata dal Socio della Coop.va, Nicola Capozza al microfono nella foto, con accanto il Consigliere allo Sport del DLF Silvano Stoppioni; ultimo a sinistra il giornalista Tito Cortese
A promuovere l’evento furono il Dopolavoro Ferroviario di Roma, in collaborazione con la stessa Cooperativa.
In parallelo, si svolse anche una maratonina “Giraroma in treno” cui parteciparono un centinaio di sportivi, con un percorso di corsa che girava attorno all’anello ferroviario di Roma, del quale, si richiedeva, al tempo, il suo completamento a Nord della Capitale.



1990. Foto da “Noi, Soci”, periodico della Cooperativa. Il DLF e la Cooperativa “Deposito Loc. Roma S. Lorenzo”, presentano il “Tour de France” ciclistico. Mario Pescosolido, l’organizzatore tecnico, è il terzo da sinistra), seguito da Norberto D’Alessandro, il Presidente della Coop.va ed Enzo Proietti, Presidente della Lega Coop Lazio.

Il Dopolavoro Ferroviario del Casilino 23
La sezione del Dopolavoro Ferroviario del Casilino 23 nacque nel 1981 su una iniziativa della Cooperativa (era Presidente: Alberto Rocchi) con questa ragione sociale: “Creare spazi e stimoli per l’incontro e per lo svago dei ragazzi e per le famiglie del quartiere”.
Si costruì, in uno spazio di terreno comunale abbandonato presso le case dei ferrovieri (area angolo via Oberdan Petrini e viale della Primavera), dopo ripetute pressioni verso le istituzioni (pressioni che vennero pure da parte del Circolo Acli le Muse), un’area attrezzata (e decorata di alberi) di campo polivalente, con giochi per bimbi, un campo di basket, uno di bocce e campi da tennis.
Negli anni successivi si aprirono biblioteche (“La Locomotiva”, corsi di informatica, di lingue, musica, pittura e di sport, utilizzando le palestre scolastiche.
Uno dei dirigenti e promotori fu Pasquale Cairo, ex macchinista, poi, scomparso.
Gilda Luzzi, una giovane del quartiere formatasi come giornalista con Abitare A che per diversi anni ha avuto la redazione a Casilino 23 in via Mario Ugo Guattari, l’11 Marzo 2023 ha dedicato un bellissimo articolo intitolato “Addio Pasquale Cairo! È stato il nostro “Presidente” a tutto campo, tessitore di relazioni e pioniere nella nascita e nella crescita del quartiere“.
Ci piace farlo conoscere ai nostri lettori, anche come approfondimento della storia che stiamo narrando.
2026. Centro Polivalente tra le “case dei ferrovieri”, Campi da tennis

Il link agli altri articoli precedenti:
https://abitarearoma.it/casilino-23-storia-di-una-comunita-1/
https://abitarearoma.it/casilino-23-storia-di-una-comunita-2-il-palazzo-rosso-dellaic/
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