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Omicidio Deranque, cosa è successo e cosa sappiamo

La Francia è scossa da un omicidio a sfondo politico. A Lione, il 14 febbraio, Quentin Deranque, militante di estrema destra, è morto a 23 anni dopo essere stato picchiato due giorni prima da esponenti del movimento di estrema sinistra “La Jeune Garde”. In Francia si è scatenata una tempesta politica, con il governo che accusa apertamente gli aggressori, vicini a La France Insoumise (LFI). Durissima la reazione di Jean-Luc Mélenchon, che ha respinto ogni responsabilità del suo partito, contrattaccando e definendo gli accusatori come “banda di calunniatori”.

Quentin è stato gettato a terra e picchiato da “almeno sei individui” mascherati e con il passamontagna, a margine di una conferenza a Sciences Po Lyon dell’eurodeputata del LFI Rima Hassan, ha ricostruito il procuratore di Lione. Quando è stato affidato ai soccorritori, il ragazzo “presentava soprattutto lesioni alla testa”, fra le quali “un grave trauma cranico”. Gli inquirenti si sono basati per la ricostruzione sulla testimonianza di più di una quindicina di persone, ma al momento “non ci sono stati fermi”, ha detto il procuratore lionese, Thierry Dran, alla guida di un’inchiesta per “omicidio” e “violenze aggravate”, oltre che per “associazione per delinquere”.

Dopo i primi accertamenti, la Procura di Lione ha annunciato l’ampliamento dell’indagine e procede per il reato di “omicidio volontario”. L’indagine era stata precedentemente aperta per percosse mortali aggravate, ma è stata riqualificata dopo l’autopsia e l’analisi degli elementi raccolti. Il procuratore Dran ha precisato che la polizia ha già sentito più di una quindicina di testimoni e sta esaminando i filmati dell’aggressione, ma “al momento non ci sono stati interrogatori”, smentendo anche le prime notizie su eventuali coltellate: “No, assolutamente no”.

Tensione tra i collettivi di destra e di sinistra

Il procuratore non ha detto niente sul gruppo di aggressori, che il governo ha invece indicato apertamente come “La Jeune Garde”, gruppo della galassia antifa, fondato a Lione nel 2018 e disciolto d’autorità lo scorso giugno. Il “collettivo” di estrema sinistra sotto accusa è stato creato da Raphaël Arnault, oggi deputato de La France Insoumise, che ha espresso su X “orrore e disgusto” dopo la morte del giovane di estrema destra. Il 16 febbraio “La Jeune Garde” ha contestato – in un comunicato – qualsiasi responsabilità nei “tragici fatti” di Lione, avendo “sospeso qualsiasi attività” dopo lo scioglimento.

Ma secondo alcuni testimoni, Jacques-Elie Favrot, assistente parlamentare di Raphael Arnault, avrebbe partecipato agli scontri di Lione nei quali è stato aggredito Deranque, poi morto in ospedale. Secondo i media francesi, due persone vicine al collettivo nazionalista “Némésis” hanno affermato di essere state aggredite da membri del gruppo estrema sinistra del gruppo ’Jeune Garde Antifasciste’, tra cui Favrot. Non è chiaro se l’assistente parlamentare faccia parte del gruppo di assalitori incappucciati – almeno sei secondo i procuratori – che hanno aggredito il giovane.


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